Testata per la stampa

Cicloturismo - Il giro dei Laghi di Cancano da Bormio

 
  1. Scheda
 
 
 
Valdidentro
  1. Percorso
 

Percorso

Da Bormio, si parte in direzione Passo Stelvio e, al primo tornante, si prende a sinistra la deviazione per Premadio. Percorrendo in leggera discesa la bella conca prativa dove sorge l'antica chiesa di San Gallo si traversa l'Adda su un ponte giungendo nel paese che si risale compiendo due tornanti e proseguendo lungo Via Belvedere in direzione Ovest. La salita termina in località Turripiano, immettendosi sulla SS301 del Passo del Foscagno. Traversata la Statale si imbocca la Via Cancano (cartelli indicatori Pedenosso/Cancano) e dopo 300 m circa si incontra un bivio al quale si devia a destra (a sinistra direzione Pedenosso) compiendo un tornante ed entrando sulla strada per Cancano. Con altri tre tornanti si giunge all'inizio di un lunghissimo tratto a mezza costa che, in lenta e regolare salita, supera la vallecola che scende dalle sovrastanti Torri di Fraele (località Sasso di Prada) e giunge all'inizio della serie di tornanti finale (fin qui pendenze fino all'8%). La salita si fa ora abbastanza impegnativa, ma ben presto si torna su pendenze meno faticose per poi affrontare ancora un ultimo breve tratto che porta a due gallerie in successione scavate nella rupe a picco. All'uscita dalle gallerie si giunge presso le due imponenti torri che guardano il valico di Fraele. Qui termina l'asfalto e quindi il fondo adatto alle biciclette da strada. Si prosegue ora su facile strada sterrata pianeggiante che, dopo circa un chilometro e mezzo, lambito il piccolo Lago delle Scale (sulla sinistra Ristoro Villa Valania e poco oltre Ristoro Monte Scale) porta presso il muraglione bacino artificiale di Cancano. Abbandonata la strada che prosegue lungo il versante destro orografico della valle si devia a destra scendendo in breve sul muraglione e portandosi sul versante opposto. Una corta salita porta ad un bivio (a destra deviazione per il vicino Ristoro Solena e per la Chiesa di S. Erasmo edificata in ricordo degli operai morti nei lavori di costruzione delle dighe) dove prendendo a sinistra si inizia la lunga pedalata che, quasi pianeggiante, costeggia le sponde dei bacini artificiali di Cancano e di San Giacomo di Fraele. Con meravigliose vedute sui laghi e sulle dirupate montagne che li coronano, dopo circa 3,6 km si giunge ad una breve galleria di una cinquantina di metri (aggirabile per sentiero) oltre la quale si perviene allo sbarramento del Lago di San Giacomo. Lambito il Ristoro Fraele, si prosegue lungo le sponde del bacino per altri 3 km circa arrivando in località San Giacomo di Freale, poco a valle dell'omonimo passo. Passando accanto alla chiesetta dedicata a San Giacomo, inizia il rientro lungo la sponda opposta dei laghi. Poco dopo la strada traversa lo sbocco della Valle Alpisella, affluente nel lago da destra e percorsa dal nascente Fiume Adda. Fra boschi di mughi, larici e cembri e aperti prati, la strada attraversa poi anche la Val Pettini, anch'essa affluente da destra, e poco dopo giunge presso il Ristoro San Giacomo oltre il quale con andamento sempre più o meno pianeggiante si torna alle Torri di Fraele. Si ridiscende verso Bormio ma, poco dopo il terzo tornante si abbandona la strada per imboccare sulla destra lo sterrato della "Decauville A2A". Siamo su uno dei tratti più belli dell'intera gita, aperto su panorami e paesaggi di grande bellezza e in un ambiente naturale di notevole pregio (siamo nel Parco Nazionale dello Stelvio): vale la pena di goderselo senza fretta.
La lunga stradina pianeggiante fra boschi e pascoli termina sulla SS301 del Foscagno poco a valle del grande tornante di Arnoga (ottimo ristorante). Una volta di nuovo sull'asfalto si scende fino ad Isolaccia 1345 m dove consigliamo di prendere a sinistra la strada secondaria che con una leggera salita di circa un chilometro porta al panoramico borgo di Pedenosso 1450 m per poi scendere a ricongiungersi con il percorso di andata al bivio con tornante di Turripiano.


  1. Approfondimento
 

Breve introduzione

Grazie ad un fitta rete di strade sterrate ben tenute e in gente poco faticose, i percorsi ciclabili dell'alta Valtellina sono numerosissimi e tutti assai remunerativi dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Forse uno dei più classici è quello che da Bormio sale ai laghi artificiali di Cancano valicando il Passo di Fraele sorvegliato da due imponenti torri medioevali. Fino a non molto tempo fa buona parte per percorso si svolgeva su strada sterrata rendendo la gita possibile solo a chi era munito di mountain bike. Oggi, l'asfaltatura della strada fino al Passo di Fraele rende possibile a tutti salire fin lassù e poi, percorrendo un ultimo tratto di sterrato ampio e facile, spingersi fino alle vicine dighe. Sebbene la strada che percorreremo sia stata costruita per la realizzazione delle imponenti opere idroelettriche di Cancano e San Giacomo, dobbiamo ricordare che già nel Medio Evo proprio attraverso il Passo di Fraele transitava l'antica Via Imperiale d'Alemagna, importante arteria di comunicazione fra la Valtellina e la Mitteleuropa.
Toponimi come Pian del Vino, località sul fondovalle di Valdidentro fra Premadio e Isolaccia, sono indizi di questo importante passato. Lì, prima di affrontare la salita verso il valico, sostavano le carovane che portavano a Nord il vino valtellinese, verso le corti e le ricche dimore borghesi di Svizzera e Germania. Altre informazioni sulla storia di Cancano e delle sue torri le troverete nell'itinerario escursionistico descritto nella rubrica Trekking.
Sebbene piuttosto lunga, la gita non presenta un dislivello eccessivo e grazie all'ottima progettazione della strada, la salita è da considerarsi poco faticosa. Per il ritorno abbiamo suggerito di seguire la strada sterrata della "Decauville A2A" che si stacca a destra dalla carrozzabile del Passo di Fraele poco dopo il terzo tornante in discesa.
La stradina è interdetta al normale traffico e, quasi pianeggiante, percorre a mezza costa tutta la sponda sinistra orografica della Valdiden