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Escursioni - Il giro dei Laghi di Torena

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Media Valtellina
  • Tipo: Escursione
  • Sigla: E74
  • Periodo consigliato: fine giugno-ottobre
  • Punto di partenza: Palazzina Falck della diga di Frera, in Val Belviso, 1380 m circa. Percorrere la SS 39 del Passo di Aprica (deviazione a destra dalla SS38 all'altezza di Tresenda) fino alla deviazione che, poco prima della frazione di Madonna 1113 m (12 km da Tresenda), si abbassa verso destra a raggiungere l'imbocco della Val Belviso presso la centrale idroelettrica di Ganda. Sulla sinistra si stacca la stradina che si inoltra nella valle. Superato l'abitato di Fusine si raggiunge San Paolo poco oltre il quale, sulla sinistra, sorge il piccolo rifugio privato Cristina (tel. 0342-746059). La strada prosegue ancora brevemente per terminare alla grande palazzina della Falck poco prima dello sbarramento del lago artificiale (5 km circa da Ganda).
  • Tempo di percorrenza: ore 5 - 6 per l'intero giro.
  • Dislivello: 750 m fino al Lago Lavazza; 1050 m il giro dei laghi; cento metri in più con la variante B che passa per la vetta sovrastante il Lago Lavazza..
  • Difficoltà: EE (Escursionistica per Esperti)
  • Bibliografia: Vannuccini M. "Guida al Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi" Lyasis Edizioni, Sondrio 2002; "Sui sentieri di Aprica e dintorni", edizione CAI Aprica, 1994;
  • Cartografia: Carta Turistica dei sentieri di Aprica; Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 n° 94 «Edolo-Aprica»; IGM 1:25.000 «Aprica» e 1:50.000 «Malonno».
  • Informazioni locali:  Ufficio del Turismo di Aprica, Corso Roma, 150 23031 Aprica Sondrio. Tel. +39 0342 746 113;
  • Consorzio Parco delle Orobie Valtellinesi  via Toti 30C, 23100 Sondrio. Tel.  0342 211236 Fax +39 0342 210226.
 

APT Aprica tel. 0342-746113.

 
mappa di Il giro dei Laghi di Torena
  1. Percorso
 

Percorso

Pochi metri prima della Palazzina della Falck prendere sulla destra una bella stradicciola che sale alle spalle dell'edificio (segnaletica n. 7). Dopo alcuni tornanti, e un lungo tratto obliquo, la strada lambisce un poggio da cui si scorge la sottostante diga di Frera e il Lago Belviso. Poco dopo si deve prestare attenzione per imboccare, sulla destra, un sentierino che, abbandonata la larga stradina, s'inerpica nel bosco (segnaletica). Con molti tornanti si guadagna rapidamente quota fino a sbucare nella verdeggiante radura dove sorge la Malga Fraitina 1698 m, balcone panoramico sulla Val Belviso. Qui il tracciato sale ripido e diretto fino al soprastante limite del bosco, poi volge a destra (Nord) e prosegue fino a lambire le Cascine di Caccia 1916 m. Con vedute sempre più aperte, fra magnifiche radure e rado bosco di grandi larici ed abeti, il sentiero piega ora a sinistra e, con un lunghissimo traverso, si riporta quasi sulla verticale di Malga Fraitina. In questo punto, bellissima è la vista dell'imponente Monte Torena, ai cui piedi sembrano sgorgare le cascate che, invece, si originano dal terrazzo glaciale sottostante, dove sorge la Malga Torena. Nel rado bosco si raggiungere la stupenda vallecola dove scorre il torrente che genera le cascate appena descritte e la si percorre fino ad un roccione che sembra sbarrare il proseguimento. Il sentiero taglia a destra sotto le rocce e, quindi, sbuca nella magnifica conca nascosta dove si trovano la Malga Torena e il limpidissimo Lago Nero. Raggiunta la malga si imbocca una traccia che inizia alla sua sinistra e con percorso intricato traversa una zona di grossi blocchi abitata da numerose marmotte. In circa venti minuti di "ginnastica" su e giù fra i macigni si giunge infine al Lago Verde di Torena in cui si specchia il versante settentrionale del Monte Torena.

Tornati sui nostri passi imbocchiamo, poco sotto la malga, il sentiero che percorre la sponda sinistra del Lago Nero (segnavia n. 2) allontanandosi verso Nord. Con un lungo percorso a mezza costa passiamo a monte di una torbiera che separa il Lago Nero da un bacino molto più piccolo, posto a 2049 m. Il tratto pianeggiante termina in corrispondenza di due tornanti che ci fanno perdere un po' di quota, per poi riprendere fino alla base di uno sperone roccioso dove alcuni cartelli indicano le varie direzioni. Seguendo l'itinerario principale, largo e comodo, si continuerebbe fino alla Malga Lavazza e a Carona; viceversa, salendo a sinistra, si percorre un ripidissimo pendio dove esistono poche tracce di passaggio. Tuttavia, senza difficoltà, si arriva al termine della salita dove si apre la minuscola conca nascosta che ospita lo stupendo Lago Lavazza 2131 m (ore 0,40 dal Lago Nero). Da qui ogni traccia di passaggio scompare ed il percorso diventa più faticoso e impegnativo. Per prima cosa occorre lambire la sponda sinistra del lago raggiungendo una zona di sfasciumi alle sue spalle. Ora esistono due possibilità.
A) Risalire direttamente il pendio di sfasciumi e magro pascolo puntando al punto di intersezione fra la rocciosa, dentellata dorsale che chiude la conca sulla sinistra e la ripida parete di erbe e roccette che ci fronteggia. Giunti ai piedi del più ripido tratto finale risalire un canalino di erbe e sfasciumi che porta in cresta oltre la quale si procede in piano verso Sud raggiungendo lo spalto erboso dove si trova il Lago della Cima.
B) Quando il pendio di sfasciumi diventa un po' più ripido si può deviare a destra e risalire ancora per erbe e detriti seguendo una vallecola che si apre fra la parete di erbe e roccette che chiude la conca del Lago Lavazza ed una emergenza rocciosa che domina il lago sulla destra. La salita termina su facili pendii erbosi che adducono al crinale fra Val Belviso e Val Caronella. Il panorama è magnifico, aperto in tutte le direzioni e del tutto inconsueto. Ora dobbiamo percorrere, ad arco di cerchio verso sinistra, la cresta che, ben presto, diventa rocciosa. Sfruttando le cenge che tagliano le roccette e con qualche banale passaggio alpinistico raggiungiamo così la vetta che sovrasta il Lago Lavazza a Nord. Da qui ci abbassiamo facilmente per pendii erbosi verso Est e, ben presto, ci troveremo sopra il Lago della Cima.

In questo tratto il crinale fra Val Belviso e Val Caronella è larghissimo, quasi pianeggiante ed erboso. Dal Lago della Cima 2360 m conviene proseguire risalendo leggermente lungo poggi erbosi dirigendosi verso Sud. Dopo un buon tratto si scorge la possibilità di divallare in direzione Sud-est grazie ad un grande e ripido vallone erboso che scende verso il Lago Nero. Prestando molta attenzione, anche se non vi sono reali pericoli, si scende lungamente perdendo quota velocemente e, con un ultimo diagonale verso destra, si ritorna sulle sponde del Lago Nero.


  1. Approfondimento
 

I Laghi di Torena e le tracce degli antenati

Questa volta "Trekking" vi propone una gita piuttosto lunga, ma al tempo stesso un percorso panoramico e di sicuro interesse sia per gli aspetti naturalistici che per la presenza di improtanti testimonianze preistoriche. Il primo tratto della gita porta, con begli scorci sul sottostante bacino artificiale di Frera e la Val Belviso fin sul terrazzo erboso della Malga Torena. Ci troviamo in una minuscola conca nascosta eppure collocata in un luogo insospettabilmente panoramico. Lo sguardo spazia libero in direzione Nord sulla Valtellina, regalandoci viste che non è esagerato definire «mozzafiato».
L'aereo spalto erboso ove è annidato il Lago Nero di Torena 2036 m, è una località assai suggestiva, di grande bellezza paesaggistica e di notevole interesse storico dal momento che le rocce attorno alle sponde del lago recano numerose incisioni rupestri attribuibili all'uomo preistorico.
Probabilmente gruppi di cacciatori si spingevano fin quassù inseguendo le prede, magari per costringerle nella naturale trappola della vicina conca del Lago Verde. La presenza di coppelle e di affilatoi testimonia come il luogo sia stato frequentato per moltissimi anni ed anche per periodi piutosto lunghi. Probabilmente scavando nei pressi del lago si potrebbero torvare tracce di qualche accampamento del tipo di quelli scoperti pochi anni or sono in Val Chiavenna, sul Piano dei Cavalli. Alcuni simboli solari e fori di allineamento (se ne tovano ai due estremi del Lago Nero e al Lago Verde) fanno pensare anche ad un uso rituale di questo località, che senza dubbio colpì moltissimo la fantasia dei nostri antenati. Su tutto domina l'imponete mole del Monte Torena, come una sorta di presenza divina severa eppure bonaria.
Nelle vicinanze, con poca fatica si può arrivare al Lago Lavazza, splendida gemma nascosta fra le pieghe della montagna. Qui, chi non se la sentisse può interrompere la passeggiata e tornare sui suoi passi. Il proseguimento per il Lago della Cima è infatti assai più faticoso e privo di sentiero.
Lungo il percorso avrete modo di ammirare le splendide fioriture degli alpeggi e notevoli esemplari di larici e abeti. Fra il Lago Nero e quello Verde abita una numerosa colonia di marmotte e sulle creste d'alta quota non sarà difficile scorgere il camoscio.

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