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Passeggiate - La strada dei Cincett (prima puntata)

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Bassa Valtellina
  • Tipo: Passeggiata
  • Sigla: A38
  • Periodo consigliato: tutto l'anno
  • Punto di partenza: Ardenno; parcheggio in Via Guasto o nelle vicinanze; in alternativa parcheggio al termine della strada di S. Lucio. Ardenno si raggiunge staccandosi a destra (provenendo da Milano) dalla SS 38 dello Stelvio all'altezza della Stazione ferroviaria di Ardenno (indicazioni stradali), a circa 19 chilometri dal termine della superstrada Lecco-Colico
  • Tempo di percorrenza: la prima parte del percorso può essere effettuata in auto, da Ardenno a S. Lucio; da questa frazione si deve proseguire a piedi e per compiere l'anello S. Lucio - Piazzalunga - S. Lucio si calcolino circa due ore di marcia tranquilla e facile.
  • Dislivello: itinerario escursionistico facile e di scarso impegno fisico
  • Difficoltà: T (Turistica)
  • Bibliografia: Adima e Albertina Della Maddalena - Renata Mossini "La Strada dei Cincett" - Ed. Biblioteca Comunale di Ardenno - Tip. Polaris - Sondrio 2000.
  • Cartografia: CNS (Carta Nazionale della Svizzera) 1:50000 n° 278 «Monte Disgrazia»; Carta escursionistica Kompass 1:50000 n° 92 «Chiavenna-Val Bregaglia»
  • Informazioni locali: Municipio di Ardenno - tel. 0342.660370.
 


 
mappa di La strada dei Cincett (prima puntata)
  1. Percorso
 

Percorso

Si abbandoni l'auto nella parte bassa di Ardenno, possibilmente all'imbocco di Via Guasto dove si trova un parcheggio. La via inizia dalla strada Valeriana quasi di fronte ad un negozio di pasticcere e ad un fiorista. Si risale detta via con andamento rettilineo, passando accanto ad un bel portone la cui soglia è arricchita da un arco di pietra decorato. La salita ci porta, ben presto, ad un bivio e ai piedi del primo cincett dedicato alla Madonna del Rosario. La chiesuola fu fatta costruire nel 1921 dai cinque fratelli Pighetti che, richiamati alle armi nella Grande Guerra, fecero voto di erigere una cappelletta alla Madonna nel caso fossero tornati a casa sani e salvi.

Nella nicchia si trova un affresco della Madonna col Bambino ancora abbastanza ben conservato anche se i colori dell'affresco appaiono piuttosto spenti; sul lato destro è raffigurato S. Giuseppe con il giglio e su quello opposto S. Lorenzo con la graticola ed un vangelo da cui sporge un ramo di palma. Sulla volta è visibile la colomba dello Spirito Santo.

Riprendiamo il cammino verso destra compiendo un tornante e tagliando il successivo tramite un sentiero acciottolato. Proseguiamo sulla strada (via XXV aprile) compiendo un altro tornante. A sinistra di una pizzeria (Piccola Parigi), che sorge sulla destra della strada, si può imboccare un acciottolato tagliando ancora una volta il tornante successivo, per arrivare in via Cavallari. Percorrendo la strada si giunge nei pressi di una bella fontana in pietra con una figura umana scolpita. Circa venti metri prima della fontana si deve imboccare, sulla sinistra, una rampa che ben presto diventa mulattiera acciottolata e che ci porta fino al secondo cincett, della Madonna in trono, edificato nel 1887 da Pietro Pomoli fu Giacomo e da suo figlio Pietro. Il pregevole monumento è stato salvato dalla distruzione allorché la casa cui era addossato fu demolita per far passare la strada Ardenno-Gaggio. Gli affreschi della nicchia rappresentano la Madonna col Bambino assisa sul trono fra S. Abbondio, sulla parete di sinistra, e S. Pasquale, a destra. Sulla facciata meridionale si può ammirare una intensa interpretazione della Crocifissione di Cristo.

Ora il nostro cammino si svolge lungo la strada asfaltata che porta a Gaggio e a San Lucio, piccolo grumo di case arroccate direttamente sopra di noi. Al primo bivio si prenda a sinistra, traversando di seguito due corsi d'acqua che scendono dalle pendici del Pizzo Mercantelli, desolate e riarse a causa un incendio che, pochi anni or sono, ha devastato i suoi boschi. Stiamo percorrendo più o meno il tracciato della vecchia mulattiera che saliva verso Piazzalunga e che ritroveremo solo da San Lucio in poi. Fatti pochi passi fra le case rovinate del piccolo nucleo, dobbiamo però abbandonare detta mulattiera per seguire una freccia bianca che indica di imboccare un sentierino a sinistra. Il tracciato è piuttosto stretto, ma agevole, e pianeggiante; si inoltra fra terrazzamenti ormai abbandonati e riconquistati dalla selva, aggira una piccola frana passando sul terrazzamento soprastante e, traversati alcuni piccoli rigagnoli, lambisce il terzo cincett, dedicato anch'esso alla Madonna del Rosario e noto anche come cincett del müt poiché, nelle vicinanze, abitava un muto. L'edicola fu voluta da Pietro Pomoli nel 1840; purtroppo il motivo principale della decorazione a fresco è quasi illeggibile. Interessante, e ancor ben visibile, è la lunetta ai piedi della Madonna che raffigura in maniera efficace ed immediata le anime del purgatorio che scontano la pena fra le fiamme. I Santi Lorenzo e Abbondio sono raffigurati ai lati della Madonna. Abbondio regge, nella mano sinistra, il pastorale mentre la mano destra ha tre dita aperte a simboleggiare la Trinità. Altri affreschi decorano due facciate esterne, ma sono quasi illeggibili Poco più avanti ci troviamo di fronte al cincett della Deposizione di Cristo dalla Croce, localmente noto anche come cincett de la Mort o de Fund" e collocato in corrispondenza del bivio per Biolo.

Non ne sappiamo l'anno di costruzione, ma sappiamo che lo fece erigere un certo Gasparo Clerici. L'edicola godeva di una particolare considerazione fra gli abitanti del luogo, soprattutto a causa del tremendo messaggio proposto da suo affresco. Qui si deponeva il carico per rendere omaggio alle figure sacre e si pensava alla fragilità di questa nostra esistenza terrena. Purtroppo la costruzione versa in precario stato di conservazione anche se il motivo principale dell'affresco è ancora leggibile.

Prendendo a destra, il sentierino inizia a salire con una certa costanza per portarsi sui prati sottostanti le case di Piazzalunga. In corrispondenza di un altro bivio ecco il cincett della Crocifissione. In questo caso nella nicchia non si trovano affreschi, ma un crocefisso ligneo con il corpo del Cristo realizzato in gesso. Sulla parete esterna rivolta a Sud si può leggere la scritta "correte pure quanto volete, che un giorno al giudizio ci sarete".

Il cincett fu edificato nel 1892, da Martino e Giuseppe Gianoli Ginero come ringraziamento per lo scampato pericolo occorso alla moglie di quest'ultimo in quel punto. La donna, incinta, era caduta sotto il peso di una brenta di 50 litri d'acqua usata per il vigneto. Come ricorda la figlia Peppina, la contadina non solo non perse il bambino, cioè lei, ma non rovesciò neppure il prezioso carico. Il quadretto della Madonna affisso sul lato sinistro della nicchia fu posto dalla Peppina in ricordo dello scampato pericolo suo e della madre.

Prendendo a destra, si sale ora un breve e ripido tratto gradinato che ci deposita sulla strada asfaltata alle porte di Piazzalunga, meta conclusiva della giornata.

Dirigendo a sinistra si giunge nei pressi della graziosa chiesetta di S. Abbondio, patrono del paese; raggiunta la base del campanile s'imbocca il sentiero che sale verso monte e compie una curva a sinistra. Poco più avanti s'incontra un altro cincett della Madonna in Trono o cincett dal pràa dal soprannome che caratterizzava la famiglia di Martino