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Escursione - Quattro passi sul "Monte di Brianza"

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Lario Orientale o Triangolo Lariano
  • Tipo: Passeggiata
  • Sigla: A56
  • Periodo consigliato: tutto l'anno
  • Punto di partenza: Cascina Figina 627 m. La località si raggiunge da Galbiate. Si prende la strada per Colle Brianza e Villa Vergano fino all'incrocio dove, a destra, si stacca la diramazione per Villa e, a sinistra, quella per Vergano. Si prosegue sulla strada principale e, dopo un curvone, s'incontra a sinistra la deviazione segnalata per Consonno. Imboccata questa strada (Via Don Giovanni Minzoni) la si percorre finché, ad un tornante sulla sinistra, sul cui ciglio si trova una con cappelletta, s'incontra la stradina asfaltata che a destra porta alla Cascina Figina dove si parcheggia.
  • Tempo di percorrenza: 2 ore per il tratto fino all'Oratorio di S. Genesio; 5 ore per chi compie l'intero giro.
  • Dislivello: 310 m.
  • Difficoltà: E (Escursionistica) Per quanto facile e adatta a tutti la gita presenta una particolarità che vogliamo evidenziare.
  • I sentieri sono quasi sempre in terra battuta e nei tratti ripidi, specie dopo recenti piogge, diventano insidiosi anche se mai veramente pericolosi. Consigliamo, pertanto, di affrontare comunque la gita con scarponcini muniti di suola Vibram o simile. Un ulteriore aiuto può essere dato dall'uso di bastoncini da sci.
  • Bibliografia: Mozzanica I. "Itinerari nel Triangolo Lariano" - Edizioni Electa - Milano 1999; AA.VV.: "Il Monte Barro e il San Genesio" - Collana Vivibrianza, Bellavite Editore - Missaglia 1997.
  • Cartografia: CNS 1:50.000 «Como»; Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 n. 91 «Lago di Como-Lago di Lugano».
 


 
mappa di Quattro passi sul "Monte di Brianza"
  1. Percorso
 

Percorso

Prima di iniziare la camminata consigliamo di andare a curiosare fra i grandi edifici della Cascina Figina. Il nome della località deriva dal latino fictilarium cioè terra per laterizi, materiale utilizzato per la costruzione degli edifici.
Dal XII secolo al XVIII secolo, il piccolo agglomerato fu un monastero; successivamente gli edifici furono parzialmente abbattuti e ricostruiti ad uso agricolo. La piccola chiesa all'ingresso della cascina ricorda l'antico passato.

Interessante è la facciata dell'edificio più importante, arricchita da fregi in cotto e da medaglioni raffiguranti gli eroi del nostro risorgimento.

Dirigendosi a destra, sotto un passaggio coperto (bandierina bianco-rossa all'ingresso), ci si porta sul lato opposto degli edifici e si piega subito a destra seguendo per pochi metri un tratturo. Un cartello poco visibile sulla sinistra (segnavia n. 10), nascosto parzialmente da un albero, indica la retta via. Il bivio che dobbiamo imboccare volge a destra pochi metri prima e s'inoltra nell'umido bosco. Dapprima in piano (altro cartello segnavia), poi in salita, si guadagna una dorsale da dove, fra le piante, si scorge la Cascina Figina. Poi si rientra nel bosco sempre fitto e silenzioso procedendo con un lungo traverso a mezza costa verso destra. Si giunge ad una sorta di bivio, tale solo in apparenza poiché la traccia di destra altro non è che un canale di scolo dell'acqua. Si procede, quindi, sulla sinistra restando grosso modo paralleli al canaletto e, infine, si giunge ad incrociare un largo sentiero proveniente da destra. I cartelli indicatori segnalano la prosecuzione; con un ultimo ripido strappetto eccoci in vetta al Monte Crocione, toponimo enfatizzato dalla grande croce lignea che vi è stata eretta. La vecchia croce portata lassù nel 1937 era ormai fatiscente ed è stata recentemente sostituita con un nuovo manufatto. Nei pressi della croce e di un ripetitore, alcune panche in pietra invitano ad una sosta.

Abbandonando la vetta si scende leggermente sulla larga dorsale verso destra (segnavia n. 8) e, poco dopo, si giunge ad un largo spiazzo che segna un quadrivio. Salendo dritti, poco oltre una staccionata, arriviamo alla cappelletta della Madonna dell'Alpe nei cui pressi si trova anche il "terminon" pietra di confine fra i comuni di Galbiate, Valgreghentino e Colle Brianza. Ritornati al quadrivio prendiamo il largo sentiero, che procede a mezza costa verso destra, e che ci riporta ben presto sul crinale. Con amena passeggiata nel bosco procediamo fino ad una poco accennata sella da dove si riprende la salita per scavalcare un dossone. Poi, tralasciando la deviazione di un bivio e quelle ad un incrocio, si continua sulla dorsale fino ad un altro bivio. In questa caso, però, non conta quale diramazione si prende: a sinistra si giunge direttamente al piazzale parcheggio di fronte all'Eremo di S. Genesio superando il bivio del sentiero n. 4; a destra si arriva dapprima, ad un ristoro che sovrasta il parcheggio stesso. La chiesetta dell'eremo è di origine longobarda e preesistente al romitorio che fu eretto nel XVI secolo dai frati Agostiniani. Dal 1863 il luogo sacro fu occupato dai Padri Camaldolesi che lo abbandonarono dopo la fine della seconda guerra mondiale. Ora il complesso di edifici appartiene ad un privato ed è visitabile solo il 23 agosto in occasione di una festa religiosa.

A questo punto possiamo interrompere la gita e tornare sui nostri passi, oppure possiamo proseguire verso Consonno. Scegliendo quest'ultima possibilità dobbiamo imboccare il sentiero n. 4 il cui imbocco si trova sotto (e a destra guardando l'edificio) il ristoro alpino, poco prima del parcheggio. Si scende un ripido pendio, spezzato da gradini di legno, giungendo su un bel sentiero che si percorre verso destra per poche decine di metri. Si presti ora attenzione a non perdere la nuova deviazione del sentiero n. 4 che si dirama a sinistra, nuovamente ripida e scivolosa. La discesa si svolge inizialmente nel bosco per poi sbucare su una bella radura oltre la quale si rientra nella selva. Poco più sotto s'incontra un bivio (ometto), ma non conta la direzione che prendiamo: in entrambi i casi arriveremo a dei cartelli segnaletici posti poche decine di metri più a valle. Non molto più giù eccoci ad incrociare il sentiero n. 9 con l'indicazione Biglio-Dozio-Consonno. Si volge, ora, a sinistra nel bel bosco e, dopo una sorgente protetta da una reticella e una cascina, giungiamo alle case semi abbandonate di Biglio superiore 563 m. Una magnifica mulattiera selciata ci consente ora di perder quota per arrivare al piccolo e graziosissimo borgo di Biglio inferiore. Seguendo, ora, l'indicazione per Consonno percorriamo la strada sterrata che dal paesino scende fino ad incrociare la carrozzabile asfaltata che, verso sinistra, sale a Dozio. Con agevole salita, in circa 15 minuti di cammino arriviamo a quest'altro pugno di case, reso particolarmente interessante dal magnifico lavatoio coperto. Il nostro itinerario passa proprio accanto al lavatoio per imboccare una stradina acciottolata, verso sinistra, portandosi a monte delle case. Si sale poi per un ripido sentiero rettilineo, ma, fatte poche decine di metri, presso due piccoli massi erratici, lo si abbandona per piegare a destra. Il tracciato prosegue pianeggiante al margine superiore dei prati di Dozio e poi rientra nella selva. Con qualche saliscendi si continua senza fatica, nel silenzio dei boschi e, infine, si giunge in un ampio piazzale sterrato e ad una rampa asfaltata che, alle spalle del Centro di Accoglienza per anziani, ci porta a Consonno. Lasciamo ai nostri lettori ogni giudizio sulla località, guardata quasi con rassegnazione dalla piccola chiesa di San Maurizio, unico elemento del borgo sopravissuto alla distruzione.

A questo punto pieghiamo a sinistra, seguendo in salita la strada asfaltata che sfila davanti al "minareto di Consonno". Il procedere non è faticoso, ma l'ambiente, ci teniamo a dirlo e poco piacevole visto lo stato di trascuratezza dei luoghi.

La carrozzabile aggira la larga dorsale settentrionale del Monte di Brianza e poi prende a scendere arrivando in corrispondenza del tornante con cappelletta da cui, verso sinistra, si torna alla Cascina Figina.

  1. Approfondimento
 

Il "Monte di Brianza"

A meridione delle aspre cime che racchiudono il Lario la montagna digrada man mano verso la pianura ma, prima di smorzarsi nelle colline della Brianza, forma ancora due importanti sommità vicine l'una all'altra: il Monte Barro e il boscoso crinale del Monte Crocione-Monte S. Genesio.
Ci troviamo, ormai, in una porzione di Lombardia quasi completamente antropizzata e urbanizzata; tuttavia, abbandonata la "facile" pianura, si rientra in una natura insospettabilmente conservata, fra fitti boschi e atmosfere ovattate. Il ma