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Escursioni - Remota Alpe Corbìa

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Valchiavenna
  • Tipo: Escursione
  • Sigla: E-27
  • Periodo consigliato: estate-autunno
  • Punto di partenza: Borgonuovo di Piuro 405 m in Val Bregaglia italiana, raggiungibile da Chiavenna percorrendo la S.S. 37 del Passo del Maloja per 2.5 km. In paese imboccare la seconda traversa a sinistra, seguendo le indicazioni per le cascate dell'Acqua Fraggia (parcheggio).
  • Tempo di percorrenza: 3-4 ore per la salita.
  • Dislivello: 1200 m.
  • Difficoltà: E (Escursionistica)
  • Bibliografia: Lisignoli G. "Bregaglia le più belle escursioni". Ed. Lyasis, Sondrio 2005.
  • Cartografia: Carta escursionistica Kompass 1:50.000 n. 92 «Chiavenna - Val Bregaglia», CNS 1:50.000 n. 277 «Roveredo».
 


 
mappa di L'Alpe Corbìa
  1. Percorso
 
  1. Approfondimento
 

Dal parcheggio ai piedi delle cascate dell'Acqua Fraggia (vedi itinerario del Palazzo Vertemate) si segue un sentiero sulla destra che consente di raggiungere la frazione Sarlone 444 m, addossata alla montagna. Volgendo a sinistra si trova in breve l'imbocco della mulattiera per Savogno. L'ampio percorso, selciato e gradinato, sale con pendenza costante inizialmente tra alberi di ciliegio poi nel fitto di un castagneto. Lambendo le rocce che delimitano a destra lo spettacolare salto delle cascate gemelle dell'Acqua Fraggia si prende quota senza troppa fatica.
Il tracciato è stato realizzato con grande maestria ed è spesso affiancato da muri di sostegno e di contenimento eretti a secco. Sul percorso si lambiscono numerosi terrazzamenti oggi rimboschiti, ma un tempo coltivati a foraggio, cereali e vite. Si giunge così all'incrocio della località Stalle di Savogno 590 m, dove si trova una caratteristica fontana composta da tre vasche ricavate da altrettanti monoliti (detti büi; in questo modo veniva distinta la fontana vera e propria dall'abbeveratoio degli animali, soprattutto ovini). Tornati sul tracciato principale si prosegue a sinistra tra ciclopiche opere di terrazzamento fino ad un importante bivio ove la mulattiera selciata si biforca.
Tutte e due le scelte sono valide: procedendo verso destra si entra fra le case di Savogno, andando a sinistra si passa poco a valle dell'abitato. In ogni caso i tracciati s'incontrano di nuovo prima del ponte gettato sul torrente dell'Acqua Fraggia. Traversato il ponte, si procede verso sinistra; dapprima in falso piano e poi con una leggera salita si guadagna il poggio panoramico sul quale sorge Dasile 1032 m.
Si passa fra le antiche dimore tenendosi al margine orientale del borgo (indicazioni Corba) e raggiunte le ultime case non si può far altro che proseguire per l'unico sentiero che, dapprima verso destra, prosegue a salire. Si rimonta il pendio alle spalle di Dalie entrando nel bosco per uscirne poco dopo su una vastissima radura nota localmente come Erba bionda.
Il sentiero traversa verso sinistra tutta la spianata erbosa, per poi rientrare nel bosco. Con una piacevole salita, continua ma mai veramente faticosa, si guadagna quota finché si giunge al margine inferiore dei prati di Corba.

Alcune baite perfettamente ristrutturate la dicono lunga circa il profondo legame dei montanari locali con le loro radici e insegnano che spesso semplicità e bellezza vanno a braccetto. Ziagzagando sul vasto pratone e lambendo altre baite si prosegue la salita raggiungendo il pugno di baite che si trovano al limite superiore dell'alpeggio e che sono l'ideale conclusione della nostra gita.

Corbìa terrazzo su Chiavenna

L'imbocco della destra orografica della val Bregaglia, poco dopo aver lasciato Chiavenna, si presenta aspro e dirupato come pochi. Un altissimo versante inciso da profondi canaloni si erge d'un fiato per oltre 1000 metri di dislivello fino alle più alte creste. Solo un poco più addentro nella valle, la pendice del monte perde un poco della sua ripidezza e si addolcisce, non di molto, consentendo maggiore spazio alle attività umane.

Si tratta comunque di un territorio impervio formato da fitti boschi inframmezzati da falesie rocciose e scaglioni intervallati da profondi valloni. Luoghi ove da sempre la vita dei montanari è stata difficile e grama ma, comunque, luoghi vissuti intensamente dalle genti della valle. Grazie a ripide mulattiere costruite con grande pazienza e fatica questi montanari poterono raggiungere le migliori località, quelle meno ripide ed esposte, ove creare le stazioni per la transumanza estiva che si spingeva fino al sommo della montagna. Queste "spalle" o terrazze, furono disboscate per creare area di pascolo e stazionamento per uomini e bestie. Qui si costruirono le baite, sempre meno curate e confortevoli man mano la quota aumentava, per diventare semplici ricoveri alle stazioni più elevate.

Per quanto difficile a credersi, questo versante alpestre,