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Passeggiate - Il Priorato di S. Benigno ed il suo vino Maroggia

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Media Valtellina
  • Tipo: Passeggiata
  • Sigla: A35
  • Periodo consigliato: tutto l'anno
  • Punto di partenza: Maroggia, comune di Berbenno in Valtellina. Si raggiunge percorrendo la strada provinciale Valeriana (pedemontana retica), nel tratto fra Ardenno e S. Pietro Berbenno. All'altezza di Ere (frazione di Buglio in Monte) si seguono verso monte le indicazioni.
  • Tempo di percorrenza: da trenta a quaranta minuti per la sola andata.
  • DifficoltÓ: T (Turistica)
  • Bibliografia: Il priorato di San Benigno ed il suo vino "Maroggia", Daniele Crottogini, ed. Bonazzi 1991: Guida Turistica della Provincia di Sondrio, Mario Gianasso, Banca Popolare di Sondrio
  • Cartografia: Carta Escursionistica Kompass 1:50000 n. 93 źBernina-Sondrio╗.
  • Informazioni locali: Trattoria Bassi, via Civetta 1, Monastero, tel. 0342 492136
 


 
mappa di Il Priorato di S. Benigno ed il suo vino Maroggia
  1. Percorso
 

Percorso

L'itinerario si articola in tre tappe principali scandite dalla salita che dal fondovalle valtellinese terminerÓ a Monastero.

La prima frazione che s'incontra sul percorso e che merita una sosta obbligata Ŕ quella di Maroggia.

Situato su un grosso sperone arrotondato, di natura morenica, tra la valle del torrente LÓresa, a occidente, e la Val d'Orta, a oriente, Ŕ un nucleo rurale molto caratteristico e antico. Maroggia Ŕ, infatti, sorto intorno all'anno mille come nucleo di viticoltori. Il piccolo borgo sorge in posizione dominante e nascosta, nel cuore della zona viticola da poco eletta a Denominazione d'origine Controllata.

Probabilmente la frazione sorse qui sia per la vicinanza alle coltivazioni e sia per sfuggire alle umide e insalubri condizioni climatiche del fondovalle. Situato ad una quota di 498 metri, il paese si sviluppa quasi totalmente sul fianco orientale dello sperone morenico. Giunti nella piazza principale, s'incontra la chiesa di Santa Margherita, edificata fra il 1685 e il 1698, e consacrata nel 1703. La sua struttura si traduce in forme semplici ed eleganti. Al suo interno un singolo altare e una tela raffigurante La Vergine col Bambino incoronata dagli angeli e con S. Margherita tra due Santi. A destra della facciata della chiesetta, un ripido vicolo conduce al cuore del paese. Una continua fila di edifici, dall'architettura asciutta ed essenziale, s'allinea a formare quasi un singolo blocco. Le mura delle case, realizzate con pietre dai colori cupi ma caldi, si presentano prive d'intonaci e talora annerite, sia dal tempo, sia da qualche antico fuoco. Diverse sono le case in via di recupero e restauro. Sul lato opposto della Val d'Orta, semi sommersa dalla vegetazione, affiora, desolata, la Casa dei Lupi, una costruzione di etÓ precedente al 1400 e di notevole interesse storico.

Nel 1460, infatti, la famiglia Lupi ebbe l'onore di ospitarvi S. Benigno de' Medici, il quale, nella sua itinerante opera terrena, spesso si trovava a transitare per questi luoghi.

Gli storici vollero che fosse proprio l'ospitalitÓ dei Lupi ed il singolare gusto del vino Maroggia, a spingere il Santo a stabilirsi, in un secondo tempo, in questa piccola parrocchia.

A monte della chiesa di Maroggia sorge l'imponente edificio scolastico, costruito in periodi di pi¨ elevata natalitÓ e ormai in disuso da pi¨ di vent'anni.

Tornati sulla strada comunale, si prosegue per circa un chilometro, sino alla frazione Piasc. Il nome di questo luogo spicca, reso in un idioma pi¨ consono alla toponomastica italiana, su un grosso cartello bianco recante la scritta Piasci.

Anche questo nucleo vanta una storia antichissima. Tra le sue costruzioni, la prima che si presenta al nostro sguardo, un fienile dalla facciata alta e imponente, risale al milleduecento. Alla sua destra, al bordo di un piccolo piazzale, giace inclinato, un singolare e imponente castagno secolare: il Centun (Centone). In realtÓ il nome non rende giustizia all'etÓ di questo monumentale castagno. Infatti, il Centun, inserito a pieno diritto nel catasto delle piante secolari della provincia di Sondrio, di anni ne ha pi¨ di seicento!

Testimone incontestato della storia di questi luoghi, il castagno ha,