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Passeggiate - La Torbiera del Pian di Gembro e la verde oasi di Trivigno

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Media Valtellina
  • Tipo: Passeggiata
  • Sigla: A15
  • Periodo consigliato: giugno-ottobre
  • Punto di partenza: Aprica, contrada Dosso
  • Tempo di percorrenza: ore 3
  • Dislivello: 292 m fino alla vetta del M. Belvedere
  • Difficoltà: E (Escursionistica)
  • Bibliografia: AAVV. "Sui sentieri di Aprica e dintorni" - edizione CAI Aprica 1994; Peretti G.: "Rifugi alpini, bivacchi e itinerari scelti (vol 1: Bormiese, valli grosine etc.)" - Sondrio 1992
  • Cartografia:  Carta Turistica dei sentieri di Aprica; Carta escursionistica Kompass 1:50.000 «Edolo-Aprica»; IGM 1:25.000 «Aprica» e 1:50.000 «Malonno»
  • Informazioni locali: Ufficio Turismo dell'Aprica - Corso Roma 150 23031 Aprica (SO)
  • tel. 0342 746113 - fax 0342 747732. E-mail: info@apricaonline.com;
  • Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi - tel. 0342.211236.
 


 
mappa di La Torbiera del Pian di Gembro e la verde oasi di Trivigno
  1. Percorso
 

Itinerario. L'anello del Pian di Gembro

La gita che Vi proponiamo si svolge a due passi dalla celebre "metropoli" turistica dell'Aprica e per compierla ci si può avvalere in buona parte dell'auto, e poi compiere brevi sortite a piedi; oppure, prima soluzione proprosta di seguito, si può seguire un piccolo anello escursionistico che parte direttamente dal Passo dell'Aprica e raggiunge il Pian di Gembro. Lasciata l'auto in Aprica, presso la contrada Dosso, si prosegue per un centinaio di metri lungo una stradina sterrata (via della Noce), fino ad incontrare sulla destra la partenza del sentiero segnalato col n° 351. Dopo un breve tratto in salita il tragitto volge decisamente ad Ovest per tagliare in lento diagonale le pendici meridionali del Monte Belvedere, la maggiore elevazione del crinale spartiacque fra il Passo di Aprica, Valtellina e conca del Pian di Gembro. Oltrepassato un punto di sosta panoramico attrezzato con tavolo e panche, la salita riprende vigore. Fortunatamente anche nelle ore più calde lo sforzo è temperato dalla frescura regalataci dal bosco di pini che ci accompagnerà praticamente fino alla sommità. Solo nei pressi della cima del Monte Belvedere il tragitto diviene nuovamente meno faticoso. In breve si giunge presso uno sbalzo roccioso, dove si trova un'altra area di sosta e dove è consigliabile soffermarsi per ammirare il panorama sulla Val Belviso e sui monti dell'Aprica. Dalla vetta vera e propria, dove sono istallati dei grandi ripetitori, il paesaggio è molto meno interessante poiché è in buona parte mascherato dalla vegetazione d'alto fusto. Si percorre ora un tratturo (segnavia n° 350) che in breve porta presso i ruderi di una costruzione militare e poi, sempre più marcato, si abbassa nel bosco con lieve discesa in direzione Est, tenendosi presso il crinale. Si raggiungono così le baite di Pisciè 1442 m. Lungo una carrozzabile sterrata si scende ora verso il margine occidentale del Pian di Gembro. Poco oltre la tettoia affacciata sulla Valtellina dell'impianto di tiro a volo si giunge in vista della torbiera; poco più avanti, sulla sinistra, su un rialzo nel bosco a margine di una strada sterrata si scorge la triste rovina della chiesetta di S. Fortunato che comunque merita una visita soprattutto per ammirare l'imponente monolito inserito nel suo muro orientale che per diverso tempo è stato creduto un menhir preistorico. Tornati verso il tiro a volo, si imbocca un'altra strada sterrata che, verso sinistra (Sud), costeggia la torbiera, per poi salire dolcemente nel bosco con interessanti scorci sugli acquitrini sottostanti. Raggiunta una baitella nei pressi di un traliccio si volge a destra (Sud) e, traversata una zona paludosa, si guadagna il crinale (segnavia n° 349) per scendere un comodo ed evidente sentiero che con lungo e ripido diagonale in direzione sud-ovest torna in contrada Dosso.

Per chi vuole usare l'auto

Una strada carrozzabile, che si stacca a sinistra da quella che scende verso Edolo subito dopo il Passo dell'Aprica, percorre tutto il vasto altopiano e raggiunge il Passo del Mortirolo, reso celebre dalle imprese dei ciclisti del Giro d'Italia. Il tracciato ricalca quello di una precedente carrozzabile, costruita durante la Grande Guerra per servire le linee difensive che erano state realizzate su questo strategico crinale. Si tratta di un piacevole tragitto che lambisce l'Oasi Naturalistica del Pian di Gembro e poi i verdi maggenghi di Trivigno, concedendoci numerose occasioni per sostare ed andare a curiosare nei dintorni. Una volta giunti nell'ampia conca palustre del Pian di Gembro è possibile avvicinarsi alle torbiere
imboccando a sinistra una stretta carrozzabile che lambisce il margine settentrionale dell'oasi e alcuni ristoranti.
Tornati sulla strada principale che porta a Trivigno si prosegue in direzione Est con percorso vario ed interessante, fra vallette boscose, radure e praterie. Il tracciato si tiene ora sul versante valtellinese ora su quello camuno e, lasciata a sinistra una deviazione che scende verso Villa di Tirano, raggiunge la bella chiesa di S. Gaetano e Trivigno, ameno e minuscolo centro di villeggiatura immerso in un ambiente tranquillo e rilassante. Nei mesi invernali, le vaste piane del Pian di Gembro e di Trivigno ospitano due splendidi anelli di sci da fondo e si prestano a lunghe escursioni con le racchette da neve.
Ricordiamo, inoltre, che all'Aprica è stato recentemente creato un Osservatorio Eco-faunistico Alpino nel quale, grazie a gite guidate, si possono osservare i principali animali del "Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi" nel loro ambiente naturale.

  1. Approfondimento
 

Il Passo di Aprica e l'Oasi del Pian di Gembro

Il Passo dell'Aprica è una larga sella che interrompe la continuità dei crinali montuosi che delimitano, a meridione, la Valtellina. Lo traversa la SS 39 che si stacca sulla destra dalla SS 38 dello Stelvio in corrispondenza del paese di Tresenda (km 14 da Tresenda e 30,7 da Sondrio).

Il valico, un tempo una distesa quasi esclusivamente costituita da prati, è oggi in buona parte occupato dalle case di Aprica, una delle più importanti stazioni sciistiche valtellinesi. Da qui la Strada Statale prosegue verso Edolo, in Valcamonica; qui terminano le Alpi Orobie ed inizia una lunga dorsale che si prolunga uniforme ed ininterrotta fino al Passo di Gavia.

La prima parte di questo spartiacque è caratterizzata da un'ampia dorsale ondulata, rivestita da fitte abetaie e da magnifici prati. I profili arrotondati ci ricordano che, almeno in parte, lo spartiacque fu ricoperto e smussato dai grandi ghiacciai del quaternario che, ritirandosi, lasciarono anche la depressione in cui, successivamente, si formò la torbiera del Pian di Gembro, un piccolo mondo a parte, a due passi dalla "civiltà" della grande località di villeggiatura: un'oasi di pace e tranquillità immersa nel verde da dove si aprono magici ed estesissimi panorami. Verso Nord ci si affaccia sulla Valtellina e Tirano mentre, in lontananza, scintillano i bianchi ghiacciai del Bernina. Verso oriente, quasi a portata di mano, appare il grigio massiccio dell'Adamello che sembra quasi una magica isola galleggiante sui vapori della Valcamonica. A Sud, oltre il Passo dell'Aprica, i verdi boschi che ammantano le pendici inferiori del Monte Palabione appaiono solcati dal tracciato delle piste.

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