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Sci alpinismo - Forcella di Fellaria e Sasso Moro per la cresta Nord

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Media Valtellina
  • Tipo: Sci alpinismo
  • Sigla: S-1
  • Periodo consigliato: gennaio-aprile
  • Punto di partenza: le dighe di Campo Moro e dell'Alpe Gera raggiungibili staccandosi a sinistra dalla SS 38 all'ingresso di Sondrio e percorrendo la carrozzabile della Val Malenco seguendo le indicazioni per Lanzada e Franscia. Oltre questa località la strada è sterrata con parziali tratti d'asfalto (Milano-Sondrio 130 km; Sondrio-Franscia 24 km; Franscia-Campo Moro 9 km). Superato lo sbarramento di Campo Moro si continua sempre lungo la strada che dopo circa due chilometri porta al parcheggio sottostante il muraglione della diga di Gera.
  • Tempo di percorrenza: 4 ore per la salita alla vetta.
  • Esposizione:Sud e Nord
  • Dislivello: 1274 m
  • Difficoltà: BSA (Buon sciatore alpinista)
  • Attrezzatura: utili piccozza, ramponi e uno spezzone di corda.
  • Bibliografia:Miotti G. Selvetti C. "282 itinerari di sci alpinismo fra Alto Lario ed Engadina"; Edizione Guida dalle Guide. Sondrio 1998.
  • Cartografia:CNS 278 «M. Disgrazia»; Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 n° 93 «Bernina-Sondrio».
  • Informazioni locali:Bollettino meteo e valanghe AINEVATel. 0461 230030
 


 
mappa di Forcella di Fellaria e  Sasso Moro per la cresta Nord
  1. Percorso
 

Sul Sasso Moro con gli sci

Dal parcheggio auto all'altezza della diga di Campo Moro scendere lungo la stradina che porta sul muraglione dello sbarramento e percorrerlo superando la casa dei guardiani. Scendere poi verso sinistra su una stradina che porta ad un ampio spiazzo ai piedi del tratto di muraglione che chiude il lato destro (orografico) del lago, alle pendici meridionali del Sasso Moro. Qui si trovano i cartelli indicatori che segnalano la partenza del sentiero per il rifugio Marinelli-Bombardieri. Imboccare il sentiero e percorrerlo giungendo ad un bellissimo poggio panoramico affacciato sull'alta Val Lanterna e sul Pizzo Scalino. Questo tratto ripido e molto esposto al sole, può esser sgombro di neve e, pertanto, in questo caso è da percorrersi sci in spalla.Attenzione ad eventuali lastre di ghiaccio celate sotto la neve!Dal poggio si prosegue in direzione Nord-nord-ovest e, con percorso quasi pianeggiante, si traversa in alto tutto il versante orientale della sottostante conca dell'Alpe Musella giungendo infine al punto ove la salita riprende per superare l'ampio vallone che porta alla Bocchetta delle Forbici poco sotto la quale sorge il rifugio Carate. Si risale il vallone costituito da una serie di enormi gradoni morenici fin verso i 2400 m, dove si volge decisamente a destra (Est) per risalire il più settentrionale dei due valloni che permettono di accedere alla Forcella di Fellaria 2819 m (quello più a Sud, vedi variante in cartina, ha l'ultimo tratto più ripido). Dal valico salire verso Sud (attenzione) superando dapprima un ripido pendio che consente di accedere ad una serie di rampe e dossi tramite i quali si aggirano sulla sinistra alcuni risalti di roccia per portarsi a monte di essi sulla cresta Nord del Sasso Moro. Per il facile crinale si supera l'Anticima settentrionale e si arriva quindi in cima.

Discesa:
lungo l'itinerario di salita, In alternativa, tornati alla Forcella di Fellaria, scendere a destra (Est) entrando in un valloncello che con pendenza sempre meno accentuata porta sul dosso dove sorge il rifugio Bignami 2385 m. Da qui, lungo il sentiero che taglia il versante Sud-est del Sasso Moro, si raggiunge la diga di Gera (quest'ultimo tratto va effettuato con neve sicura) da dove, percorrendo la strada carrozzabile, si torna in breve all'auto.

  1. Approfondimento
 

Presentazione

Non è mai facile trovare una bella gita di sci alpinismo che si adatti ad ogni stagione, e cioè che sia fattibile con ragionevoli margini di sicurezza anche nel periodo iniziale dell'inverno. Oggi però, contrariamente ad una trentina di anni or sono quando la stagione dello sci alpinismo si apriva solo all'avvicinarsi della primavera, sono moltissimi gli appassionati che s'avventurano fuori pista alla prima neve. E appare superfluo ricordare che il periodo dicembre-gennaio è quello dove forse maggiori sono i pericoli di slavine e dove spesso, benché si possa sciare su bella neve farinosa, non si trova ancora un fondo sciabile ben assestato.
La salita al Sasso Moro descritta nel presente servizio è una sci alpinistica che, in condizioni di buon innevamento e con neve sicura, può essere affrontata anche ad inizio stagione. Gran parte del percorso si svolge su pendii moderati e solo nella parte superiore si devono affrontare pendenze maggiori e qualche ostacolo in più.
Punto intermedio della salita è la Forcella di Fellaria da dove un ampio crestone volge verso Sud portando sulla panoramica vetta. Pertanto, in caso di allenamento ancora da perfezionare, ci si può arrestare al valico considerandolo già come meta a sé stante. In alternativa si può anche volgere verso il vicino rifugio Carate (vedi cartina) fermandosi a prendere il sole ai piedi delle calde e rocciose pareti delle Cime di Musella, mentre gli amici s'affaticano. Ricordate però che, dalla cima del Sasso Moro, loro potranno godere di un incomparabile panorama sul massiccio del Bernina.
Per la salita al Sasso Moro abbiamo anche proposto una variante più diretta e una via completamente diversa che passa per il rifugio Bignami. Tale soluzione viene spesso utilizzata per la discesa. Si tenga presente che questo percorso è molto pericoloso nel tratto inferiore e cioè dalla diga di Gera fino al rifugio, in quanto taglia in obliquo il ripido versante Sud-est del Sasso Moro. Tale alternativa va pertanto affrontata solo a stagione avanzata o quando si è ben certi che il pendio si sia assestato. Con neve abbondante è possibile evitare questo pericoloso tratto scendendo sulle sponde orientali del lago, percorrendole fino alla testata della valle da dove, deviando a sinistra, si sale alla Bignami.

Il Sasso Moro e gli "Avancorpi meridionali" del Bernina

Il versante italiano del massiccio del Pizzo Bernina presenta una fascia montuosa che lo precede a mezzogiorno e che è completamente separata dal corpo montuoso principale. Nella stesura delle guide alpinistiche tale fascia è sempre stata considerata parte integrante del gruppo e, pertanto, nelle descrizioni si verificavano, a volte, scomodi passaggi. Infatti l'autore era costretto a staccarsi di tanto in tanto dalla catena principale per "scendere" verso queste montagne a descriverne l'orografia e le scalate. Si spezzava, così, una uniformità di lettura e si rendeva difficile la consultazione della guida. Pertanto nella nuova edizione della Guida del Bernina, facente parte della prestigiosa Collana Guida dei Monti d'Italia edita da CAI e TCI, si decise di trattare questa area montuosa come un massiccio a sé stante cui fu dato il nome di "Avancorpi meridionali".
Tale fascia di monti inizia in corrispondenza della Val Fora (zona del rifugio Longoni) dove presenta i primi rilievi sotto forma di torrioni rocciosi. Poi un susseguirsi di falesie in direzione Est, dopo un paio di chilometri, vanno a formare la massiccia e allungata mole del Sasso Nero, il cui versante orientale piomba, con lisce ma discontinue pareti, sul tratto superiore della Valle di Scerscen, sorta di vero e proprio solco divisorio degli "Avancorpi meridionali". La sponda Est del vallone è determinata dalle bancate del Monte delle Forbici al quale, dopo la Bocchetta delle Forbici, fa seguito la catena delle Cime di Musella che termina con la Cima di Caspoggio. A Sud di questa vetta, e separata da essa dalla Forcella di Fellaria, si trova la massiccia struttura del Sasso Moro che con i suoi alti dirupi domina i laghi di Campo Moro e Gera.
A Sud del Sasso Nero, quale punto di divisione della Val Malenco in Valle Lanterna a Nord-est e Valle di Chiareggio a Nord-ovest, si trova la mole boscosa del Monte Motta-Sasso Alto raggiunto dalla funivia che da Chiesa in Val Malenco porta alle piste da sci che scendono sui suoi pendii settentrionali, dai quali affiora la modesta e rocciosa sommità del Monte Roggione affacciata a Ovest sul Lago Palù.
Il Sasso Moro è, pertanto, una delle vette più importanti del piccolo massiccio. Dalla sua vetta si gode una inconsueta vista sulle imponenti vette del Bernina che, da lassù, sembrano veramente a portata di mano.

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