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I laghi della Casera e delle Zocche in Valle del Livrio

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Media Valtellina - Alpi Orobie
  • Periodo consigliato: da giugno a ottobre
  • Punto di partenza: Stazione ferroviaria di Sondrio.
  • Dislivello: 1700 metri fino al Lago della Casera; 1850 m fino al Lago delle Zocche.
  • Difficoltà: Percorso abbastanza agevole fino a San Salvatore con un ultima rampa piuttosto ripida. Molto impegnativo da San Salvatore a "alla Cà". Fisicamente meno impegativo ma su strada fortemente sconnessa fino al Lago della Casera.
  • Sviluppo: 16.5 km circa fino al Lago della Casera; 18 km al Lago delle Zocche.
  • Ciclabilitá: ciclabilità 100%.  Strada asfaltata con ultimo tratto dal fondo in cemento fino a San Salvatore (11 km circa); strada con fondo in cemento e brevi tratti su asfalto per il successivo chilometro; strada sterrata in brutte condizioni fino al Lago della Casera.
  • Tempo di percorrenza: 3/4 ore
  • Cartografia: Carta Escursionistica Kompass 1:50.000, n° 104 «Foppolo-Valle Seriana».
  • Informazioni locali: www.trasporti.regione.lombardia.it
  • www.arpalombardia.it/meteo
 
 
mappa itinerario ciclistico Lago della Casera
  1. Percorso
 

Percorso

sciti sul piazzale della Stazione ferroviaria di Sondrio, prendiamo subito a sinistra e poco dopo grazie ad un sottopasso superiamo la linea ferrata. Al vicino incrocio successivo pieghiamo a destra fino ad una rotonda e imboccandone la terza uscita seguiamo un lungo rettilineo che  passa sotto il viadotto della tangenziale cittadina e quindi traversa l'Adda su un ponte. Traversato il fiume si devia subito a sinistra entrando fra le poche cose della località Porto.
Da qui, la strada guadagna quota con bella vista su Sondrio e lasciando a sinistra le due successive deviazioni che portano in contrada Moia si dirige verso Albosaggia Centro. Prima di entrare fra le case, la strada passa a valle del terrapieno sorretto da arcate, sul quale sorge la chiesa Parrocchiale di Santa Caterina, consacrata nel 1421. Proseguendo si giunge al vasto piazzale di ad Albosaggia centro lambendo l'antica dimora di Casa Contrio; poco più avanti, superato il corso del Torrente Torchione, si giunge sulla piazzetta antistante il Castello Carbonera-Paribelli, che sorge sulla destra. Si scende leggermente (indicazioni San salvatore) per imboccare una stradina che si dirama sulla destra e prende quota con un paio di stretti tornanti uscendo dalle case. Dopo circa 1,5 chilometri la carrareccia giunge presso la radura di Le Foppe da dove si deve prendere a sinistra proseguendo la salita nel bosco. Poche centinaia di metri dopo si lascia a sinistra il bivio per Albosaggia vecchia e si prosegue verso San Salvatore. Circa cinquecento metri dopo il bivio si lambisce la seicentesca chiesa di Sant Antonio da Padova alla Motta (circa 2,4 km da Albosaggia centro), che sorge leggermente sotto il livello stradale e guadagnando quota sulla destra orografica della Valle del Livrio si giunge in località Cantone. Dopo una serie di tornanti, si riprende poi a tagliare a mezza costa con direzione Sud finché il fondo stradale, fin qui asfaltato, è sostituito da una pavimentazione in cemento. La salita, piuttosto ripida, giunge infine ad un bivio dove, sulla destra è chiaramente visibile l'edificio della chiesa di San Salvatore che punta fra l'alta vegetazione. Noi dobbiamo invece imboccare la ripida deviazione a sinistra che corre parallela ad un rio per attraversarlo più in altro andando verso destra. Segue ora un ripidissimo tratto con rarissime pause che con alcuni tornanti s'inerpica al margine del maggengo e infine termina tagliando in diagonale verso destra per giungere alle baite di "alla Cà" 1516 m. Qui termina il fondo in cemento e la strada prosegue sterrata verso sinistra entrando in un bel bosco di conifere. Purtroppo come spesso accade anche questa è una delle tante strade forestali mal gestite che soffre oltre che d'incuria anche di una cattiva progettazione. Mancando, infatti, le scoline trasversali per favorire il deflusso delle acque piovane, queste ultime, ruscellando sulla strada, ne erodono la pavimentazione. Quindi da "alla Cà" occorre avere una Mountain Bike anche se non di grande qualità; per fortuna, infatti, il tracciato diventa assai meno ripido.
Con piacevole pedalata c'innalziamo nel bosco ove il larice diventa sempre più presente e si perviene ad un vasto pendio pratico che si supera con un tornante giungendo a lambire la baitella posta al suo sommo. Da qui, deviando a destra si supera un costone ammantato da rado bosco e si giunge ad un bivio. Andando a destra si scende in breve al rifugio ANA presso il Lago della Casera situato poco a valle. Dal bivio andando a sinistra si guadagna quota con alcuni tornanti e si giunge infine in una aperta conca prativa dove sorge una baita e nei pressi si trova il suggestivo Lago delle Zocche.



  1. Approfondimento
 

Breve introduzione

Contrariamente alla filosofia che guida la maggior parte dei nostri percorsi di ciclo truismo, questa volta ci siamo spinti leggermente oltre proponendo un tracciato che nella sua ultima parte richiede necessariamente di disporre di una mountain bike.
Tuttavia per i primi 11 chilometri si può usare una comune bicicletta da turismo, "accontentandosi" di andare a vistare l'antichissima chiesa del maggengo di San Salvatore ritenuta una delle prime ad essere costruite sui monti valtellinesi. Tale antichità era testimoniata da una lapide (purtroppo scomparsa nel 1873) recante la data 573 che l'abate e storico locale Francesco Saverio Quadrio menzionava in un suo scritto del 1775. L'edifico fu poi ricostruito nel 1652 e successivamente ancora restaurato.
Nello scritto il Quadrio faceva risalire il toponimo Valle del Livrio ad un precedente Valle de'Liguri riferendosi ad una supposta popolazione ligure che si voleva fosse stanziata fra questi monti già in epoche pre romane. Posto lungo la rettilinea direttrice che tramite le valli Malenco e del Livrio scende dal crinale retico e oltrepassa quello orobico per affacciarsi sulla pianura, San Salvatore era sicuramente anche una antica stazione di transito per i viandanti e mercanti.  La parte finale della pedalata porta infine al Lago della Casera e al vicino, soprastante, Lago delle Zocche. I due piccoli bacini sono annidate in piccole conche prative circondate da bellissimi lariceti che in autunno s'incendiano di giallo, motivo che ci indice a consigliare la gita proprio nel periodo ottobrino.