Disclaimer - Consigli per le escursioni

Per quanto verificati con cura mediante l'effettuazione diretta delle gite, i dati contenuti nelle schede dei percorsi, possono non essere stati tempestivamente aggiornati da modifiche dell'ultimo momento (frane, realizzazione di nuove strade, cambi di percorso). Le descrizioni dei percorsi e della loro difficoltà sono indicative e si intendono espresse con la montagna nelle migliori condizioni possibili; non devono quindi mai sostituirsi all'esperienza e alla capacità di valutazione dell'utente che, nel dubbio, dovrebbe sempre informarsi sulle condizioni della montagna facendo riferimento a siti internet legati alla località che si intende visitare o magari chiedere in loco ulteriori informazioni ai gestori o ai proprietari dei rifugi.
I percorsi sono descritti in maniera sintetica, tenendo tuttavia presente la necessità di fornire all'utente tutte le informazioni necessarie a godere della gita cercando di evitargli perdite di tempo inutili nell'interpretazione delle direzioni.
Ove non specificato altrimenti, i termini di destra e di sinistra sono da intendersi nel senso della direzione di marcia. In altri casi si utilizzano i termini di destra e sinistra orografica o idrografica (equivalenti), che quindi sono intesi guardando da monte verso valle.

Come leggere le schede dei percorsi


Ogni descrizione della gita è preceduta da una scheda tecnica con i seguenti dati:
Periodo consigliato: indica il periodo stagionale in cui è più consigliabile effettuare la gita.
Punto di partenza: luogo ove si inizia la gita e indicazioni su come raggiungerlo.
Dislivello: differenza fra la quota di partenza e quella del punto massimo raggiunto durante il percorso. In alcuni casi, per percorsi con andamento a su e giù, il dato del dislivello può essere doppio portante un segno - o + a seconda che si tratti di dislivello in discesa o in salita.
Tempo di percorrenza: dove non specificato diversamente si tratta del tempo medio per l'effettuazione di una gita andata e ritorno. I tempi sono valutati sul passo di un escursionista mediamente allenato. Si tenga inoltre presente che, in linea di massima, il tempo medio di discesa è di circa un quarto inferiore al tempo impiegato per la salita (ovviamente sullo stesso percorso).
Difficoltà: espressa secondo una scala adottata ufficialmente dal Club Alpino Italiano, con quattro gradi di valutazione progressivi, dalla gita più facile a quella più impegnativa. La valutazione tiene conto di diversi fattori come il dislivello, lo sviluppo, il tipo di sentiero, l'orientamento dei pendii. Abbiamo scelto di dare una valutazione piuttosto "abbondante" enfatizzando le difficoltà piuttosto che sottovalutandole. Preferiamo che chi legge si meravigli della facilità che ha incontrato piuttosto che del contrario.

Scala delle difficoltà escursionistiche:

T = Turistica - Itinerario su stradine,mulattiere o larghi sentieri. I percorsi generalmente non sono lunghi, non presentano problemi di orientamento e non richiedono un allenamento specifico se non quello tipico della passeggiata.
E = Escursionistica - Itinerario su sentieri o evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). È generalmente segnalato con paline e cartelli indicatori, bandierine di vernice (generalmente biancorosse) e/o ometti di pietre. Richiede l'attrezzatura descritta pag. 10, una sufficiente capacità di orientamento e allenamento alla camminata anche per qualche ora.
EE = Escursionistica per Esperti - Itinerario generalmente segnalato, ma che presenta qualche difficoltà: il terreno può essere costituito da ripidi pendii erbosi, misti di rocce ed erba, pietraie, possibili chiazze nevose o anche singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata (uso delle mani in alcuni punti).Pur non richiedendo particolare attrezzatura, il percorso può presentare tratti attrezzati con catene o cavi, se pur poco impegnativi. Richiede una buona conoscenza dall'ambiente alpino, passo sicuro ed assenza di vertigini. La preparazione fisica deve essere adeguata ad una lunga giornata di cammino abbastanza continuo. Altre volte, invece, i percorsi si svolgono anche su traccia poco evidente e con scarsa o nessuna segnaletica sia orizzontale che verticale. Richiedono quindi anche notevole esperienza e spiccato senso dell'orientamento.
EEA = Escursionisti Esperti con Attrezzatura - Si tratta di percorsi attrezzati (o vie ferrate), che richiedono l'uso dei dispositivi di autoassicurazione.
NOTA: In alcuni rari casi la difficoltà sarà segnata dalla lettera F (Facile) o PD (Poco Difficle) ad indicare la più elementare delle difficoltà alpinistiche. Si tratta di percorsi ove è sempre opportuno essere dotati di un minimo di attrezzatura come imbragatura, corda, qualche moschettone, e casco.

Bibliografia: guide e libri di utile consultazione per la gita
Cartografia: le cartine più attendibili ed utili all'effettuazione della gita. In genere sono stati utilizzati tre tipi di cartine: Carta escursionistica Kompass1:50.000 - CNS Carta Nazionale Svizzera1:50.000 o 1:25.000 - IGM Carta Istituto Geografico Militare1:50.000 o 1:25.000
Informazioni locali: riportano avvertenze particolari, caratteristiche peculiari del percorso ed eventualmente indirizzi utili, numeri telefonici, indirizzi internet.

Alcuni consigli pratici

A parte le gite con difficoltà Turistica (nelle schede contrassegnate con la lettera T), per tutte le altre gite è opportuno disporre di attrezzatura adatta: scarponcini da trekking, pantaloni che siano leggeri, ma caldi e comodi, pantaloncini corti (opzionali, e comunque sempre in aggiunta a quelli lunghi, sono ottimi durante la marce estive), giacca a vento o mantellina impermeabile o in gore-tex, maglione (ottimi quelli in pile), berretto e guanti leggeri (non indispensabili, ma spesso utili specie nei mesi autunnali), piccolo pronto soccorso (con coltellino e accendino), mappa della zona, torcia elettrica, meglio se frontale, viveri di conforto e borraccia, maglia e calze di ricambio (queste ultime opzionali), possono essere utili anche i bastoncini telescopici,soprattutto funzionali in discesa e su terreni molto sconnessi. Per le gite più impegnative (ma dato il suo peso limitato può essere lasciato sempre nello zaino) può essere utilissimo un telo alluminizzato di emergenza.

Come effettuare le gite

Scegliete degli itinerari di durata e difficoltà al di sotto del vostro limite di allenamento attuale. Lasciate sempre detto a qualcuno il luogo ove vi recate. Se non siete allenati cominciate con gradualità per poi aumentare difficoltà e durata dei percorsi. Non andate mai soli: il numero ideale sarebbe sopra le due persone che abbiano per lo meno lo stesso grado di allenamento. Controllate sempre le previsioni meteorologiche. In caso di dubbio o di difficoltà impreviste, non esitate a tornare indietro. Non sovraccaricate lo zaino con cose spesso inutili e pesanti (scatolame, bottiglie di vetro, ecc.). Partite presto in modo da avere molto tempo a disposizione, utile in caso di difficoltà, maltempo o errori di percorso. Tornate presto. Per quanto affascinante l'ambiente alpino è soggetto a repentini mutamenti di clima e tempo. Non indugiate più di tanto sulle cime e in zone poco riparate. Per le soste prolungate preferite luoghi più a bassa quota.

In caso di emergenza (Tel. 118) qualora non vi fosse segnale di rete cellulare che permetta di comporre il 118 si potrà comporre il 112 (In gestione alle Centrali Operative Arma dei Carabinieri), numero d'emergenza che consente una chiamata di soccorso anche in assenza del segnale del proprio gestore, purché nella zona vi sia il segnale di un qualsiasi altro operatore.

In caso di intervento dell'elicottero

Da anni ormai l'uso dell'elicottero come mezzo di soccorso alpino è divenuto una consuetudine. Sarà bene tuttavia rammentare alcune basilari regole di comportamento in caso di intervento con l'elicottero. Per la richiesta di soccorso ci si pone con le spalle al vento alzando ambedue le braccia a V (individuare un posto il più possibile pianeggiante e a sbalzo, non in avvallamenti o presso cavi, tralicci o piante, ove consigliare l'atterraggio; solitamente comunque il pilota si regola in base alla sua esperienza). Se non si necessita aiuto si dispone un braccio verso l'alto e l'altro verso il basso. Nel caso dobbiate avvicinarvi o allontanarvi dal velivolo su un pendio, fatelo solo da valle (da monte sfiorereste pericolosamente le pale) e da posizione frontale: mantenetevi sempre in vista dell'equipaggio. Non portare sci o aggeggi lunghi in posizione verticale per non urtare le pale; evitare che nei pressi della zona di atterraggio ci siano oggetti che possano volar via e impigliarsi nel rotore. Salite e scendete evitando manovre brusche e attendete sempre gli ordini e le indicazioni del tecnico di bordo; non assiepatevi e non fate confusione. E infine un consiglio: anche in difficoltà, finché potete muovervi usate i vostri mezzi. L'elicottero non dovrebbe essere un taxi a disposizione di ogni mal di pancia o stortarella: una chiamata per un caso banale può distoglierlo momentaneamente da un intervento più urgente.