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Escursioni - Piccola Grande Monte Isola

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Valcamonica
  • Tipo: Gita
  • Sigla: E-50
  • Periodo consigliato: tutto l'anno
  • Punto di partenza: Sulzano, sulla sponda orientale del Lago d'Iseo.
  • Tempo di percorrenza: 3-4 ore. Durata a piacere.
  • Dislivello: 460 m. circa
  • Difficoltà: T (Turistica)
  • Bibliografia: Canetta Eliana e N. - Comensoli D. - Turetti P. - "Sui sentieri della Lombardia" Ed. CDA - Torino 1991
  • Cartografia: Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 n°103 «Le Tre Valli Bresciane»
  • Informazioni locali: http://www.navigazionelagoiseo.it/     http://www.tuttomonteisola.it/
  • http://www.monteisola.com/
 
 
mappa di Piccola Grande Monte Isola
  1. Percorso
 

Percorso

Una volta sbarcati, si seguono, sulla destra, le indicazioni per la Chiesa di San Michele Arcangelo e per L'Enoteca, entrando nei vicoli del paese.
Passando sotto una volta, si sale una scalinata e poco dopo si lascia sulla sinistra la prosecuzione per San Michele e si volge a destra (cartello indicatore per Cure-Santuario). Giunti sull'angolo dell'Enoteca, si prende a sinistra un viottolo scalinato al cui imbocco si trova un grazioso affresco raffigurante due donne che riparano reti, attività tradizionale di Monte Isola.
La lunga scalinata si immette su una strada asfaltata giungente da destra (è la carrozzabile che collega Peschiera Maraglio con Senzano); traversato l'asfalto si sale per una decina di metri finché sulla destra si trova l'imbocco della mulattiera (cartello indicatore per Cure-Santuario) che dobbiamo seguire. Si prende quota abbastanza ripidamente sull'antico tracciato, oggi purtroppo piuttosto malconcio; poi la salita diventa man mano meno faticosa e più agevole, mentre si procede verso Nord-ovest, fra tratti di selva e campi coltivati, con magnifiche vedute sul lago e sulla sottostante Rocca Martinengo che svetta sulla punta sud occidentale dell'isola.
La mulattiera termina all'inizio del piccolo borgo di Cure, una delle frazioni che con Siviano (sede municipale), Sensole, Senzano, Masse, Menzino, Olzano, Peschiera Maraglio e Carzano formano il Comune di Monte Isola. Senza entrare fra le case si piega ora a destra riprendendo la salita (cartelli indicatori per il Santuario) lungo un'altra mulattiera il cui fondo è stato, in gran parte, coperto di cemento. Con idilliache vedute si rientra poi nel bosco, avvicinandosi al grande santuario, si piega poi a sinistra lungo una larga stradina che sfila lungo la striscia boscosa posta fra le mura dell'edificio sacro e una sottostante falesia. Poco dopo ci si collega ad un'altra mulattiera salente anch'essa da Cure e verso destra si perviene al Santuario.

  1. Approfondimento
 

Monte Isola

La più grande isola lacustre d'Europa si trova in uno dei suoi laghi più piccoli: a circa 800 metri dalla sponda bresciana del Lago d'Iseo sorge dalle acque come una verdeggiante montagna, tanto grande che, da certe angolazioni, sembra più una penisola o un promontorio. A Nord e a Sud spuntano altri due minuscoli isolotti, che al confronto paiono scomparire, anche se su di essi sono state erette alcune ville con magnifici giardini. A settentrione si trova l'Isola di Loreto e a meridione quella di San Paolo, in mezzo, con i suoi quattro chilometri quadrati, ecco Monte Isola, caratterizzata dalla bianca sagoma del Santuario della Madonna della Ceriola che svetta sulla sua cima.
La nostra gita prende le mosse dal paese di Sulzano ove ad intervalli regolari parte il traghetto più utilizzato per raggiungere l'isola. Nei mesi estivi il flusso turistico è intensissimo e per meglio gestire l'andirivieni dei visitatori dell'isola, a Sulzano sono stati ricavati alcuni appositi parcheggi, custoditi e a pagamento.
Dall'imbarcadero di Sulzano, occorrono pochi minuti di navigazione per raggiungere l'approdo nel porticciolo di Peschiera Maraglio, grazioso borgo della sponda meridionale dell'isola. Dalla barca avremo modo di ammirare il ripido e dirupato versante orientale di Monte Isola che appare quasi completamente privo di segni della presenza umana.
Invece il versante opposto, più dolce, è ricco di piccoli agglomerati e appezzamenti agricoli, specialmente dedicati alla coltivazione dell'olivo; sull'isola, l'olivicoltura è una tradizione secolare e vi si produce un olio extravergine di qualità superiore.
Fra le altre attività economiche degli isolani ricordiamo la pesca e soprattutto la produzione di reti per questa attività. Le reti prodotte dagli artigiani locali sono, infatti, rinomate non solo in Italia, ma anche all'estero.
Nonostante l'isola sia percorsa da numerose strade, il traffico automobilistico è praticamente assente e tutti gli abitanti si spostano in motocicletta o sfruttando l'efficientissimo servizio di pulmini locale.
Ciò nonostante, nei periodi estivi il numero dei turisti rende Monte Isola assai affollata e se si vuole apprezzarne maggiormente le atmosfere ed i paesaggi si consiglia di visitarla in primavera ed in autunno, non escluso anche l'inverno.

Il Santuario della Madonna della Ceriola

L'odierno grandioso edificio ha origini antichissime che risalgono al V° secolo, quando San Vigilio, Vescovo di Brescia, portò il cristianesimo in queste zone, sopprimendo il culto della dea pagana Iside (da cui deriva il nome Iseo). Spesso la Chiesa ha sfruttato a suo vantaggio la presenza di divinità assimilabili e non è escluso che Virgilio abbia fatto lo stesso con Iside, vergine, madre di Horus, che fu, senza troppa fatica sostituita dalla Madre di Cristo.
Così, in mezzo al lago di Iside, nel punto più visibile e suggestivo, sulle rovine di un preesistente tempio dedicato al Fauno (come dimostra l'incisione "FANI" visibile su un antico cippo di pietra a basamento di una colonna della facciata), San Vigilio pensò di fare erigere una cappella, alla Vergine Maria, simbolo della nuova religione.
Inizialmente la chiesa si chiamava Santa Maria de Curis; solo più tardi divenne Madonna della Ceriola, secondo alcuni perchè l'effige della Madonna, seduta su un trono, con un ampio manto e con in braccio il Bambino (XII sec.) è scolpita in un ceppo di cerro. Un'altra versione dice che il nome deriva dal fatto che la statua era visibile solo alla luce delle candele di cera e da qui "Ceriola".
Più volte rimaneggiato, ad iniziare dal 1580, data della visita nelle terre bresciane di San Carlo Borromeo, il Santuario è uno dei luoghi di culto più importanti e amati della regione. Parte della sua fama risale al 1836, quando in Lombardia si diffuse il colera. Ridotti allo stremo, una domenica, gli abitanti di Monte Isola salirono in processione al Santuario e fecero voto di consacrare alla Madonna quel giorno se il morbo fosse cessato. La Vergine ascoltò le loro preghiere e quindi, ancora oggi, ogni seconda domenica di luglio si festeggia la Madonna del Colera, in nome della malattia sconfitta.
Per altre notizie ed informazioni vi invitiamo a visitare il sito tuttomonteisola.
Dal Santuario scendiamo al sottostante monumento ai caduti e lungo l'altra mulattiera, proseguiamo nel bosco su un percorso scandito da quindici cappelle affrescate. Continuando nella discesa si lambiscono alcune cascine e poi, la mulattiera, ben lastricata, raggiunge Cure. Poco prima delle case, sulla destra, si trova la deviazione segnalata per Masse che può essere un'alternativa al percorso seguente e di cui diremo dopo.
Da Cure, per strada asfaltata si scende ad un primo bivio. Si prende a sinistra (a destra strada per Masse) giungendo a Senzano dove, ad un altro bivio, si volge a destra (a sinistra direzione per Peschiera Maraglio) scendendo a Sinchignano. Si piega ora a sinistra ed in breve si entra a Menzino.
Seguendo le indicazioni del Sentiero Naturalistico della Rocca, ci si porta a monte del campo sportivo e si imbocca un sentierino che taglia a mezza costa fra i boschi, arricchito da cartelli esplicativi delle maggiori specie vegetali presenti sul cammino. Poco dopo ci si trova in uno spiazzo erboso sottostante la Rocca Martinengo. Il fortilizio risale al XI secolo e la sua posizione strategica la rendeva un importante baluardo militare su tutto il lago, inserito in un sistema difensivo e di avvistamento sparso sul territorio. Inizialmente di proprietà della famiglia Oldofredi, il castello fu poi dei Martinengo che, nel '500, provvidero a risistemare il portale d'accesso alle mura, oltre il quale un ponte levatoio, oggi sostituito da un ponte fisso, permetteva di raggiungere il portale esterno e l'uscita della rocca.
Eretta in più riprese, e rimaneggiata a scopi residenziali, la fortezza ha le sue parti più antiche nelle mura merlate e nel grande torrione centrale. Una leggenda dice che anticamente l'Isola di San Paolo e la Rocca erano collegate da una strada, e in effetti, alcune indagini archeologiche hanno rivelato la presenza di un lastricato oggi sommerso.
Dal castello una bellissima stradina acciottolata scende fra i campi verso Nord rientrando alla periferia meridionale di Menzino ove si consiglia anche la visita al piccolo borgo medioevale. Gli antichi edifici sono disposti a formare una piazzetta quadrangolare e conservano nel complesso numerosi elementi originari. Nei pressi sorge il cupo e austero Palazzo Zirotti (noto localmente come la "casa del dottore"), frutto dell'antico recupero di una preesistente torre di guardia.
Da Menzino si prende ora la strada asfaltata che verso Sud si porta ad aggirare la punta Sud-ovest dell'Isola per poi scendere sulla costa meridionale. Lambite le poche case di Sensole, si cammina sul lungolago abbellito da filari di ulivi e in breve si rientra a Peschiera Maraglio.

Variante per Masse

Lungo la discesa dal santuario verso Cure si incontra il sentiero che verso destra porta alla frazione di Masse, il nucleo abitato più antico dell'isola, ubicato sui terrazzi della sua parte settentrionale.
Una volta nel piccolo borgo, allietati dal magnifico panorama sul Sebino e sull'antistante Corna Trentapassi, si imbocca la mulattiera che scende ripida fino al paesetto di Carzano che sorge sulla sponda settentrionale dell'isola. Da qui si percorre la strada litoranea che verso destra (Sud), ci riporta a Peschiera Maraglio.
Inutile dire che in tutti i paesi costieri si trovano ottimi ristoranti specializzati nella cucina del pesce di lago.

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