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Escursioni - La conca del Montozzo ed i Laghi di Ercavallo

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Valcamonica
  • Tipo: Escursione
  • Sigla: E-117
  • Periodo consigliato: estate-autunno
  • Tempo di percorrenza: 5 ore
  • Partenza: Poco oltre Case di Viso, dal parcheggio e area pic-nic del Parco Nazionale dello Stelvio 1880 m
  • Dislivello: 920 m circa
  • Difficoltà: E (Escursionistica)
  • Guide e carte: Carta Escursionistica Kompass 1:50.000, n° 71 «Adamello-La Presanella»; IGM 1:50.000 «Ponte di Legno»
  • Informazioni locali: Lungo itinerario che permette di compiere la visita ai laghetti di Ercavallo e degli imponenti complessi militari costruiti presso il Rifugio Angelino Bozzi durante la Grande Guerra. La presenza del rifugio (tel. 0364-90.01.52) consente una tappa di ristoro ed eventualmente di spezzare la gita in due giorni.
 

Lungo itinerario che permette di compiere la visita ai laghetti di Ercavallo e degli imponenti complessi militari costruiti presso il Rifugio Angelino Bozzi durante la Grande Guerra. La presenza del rifugio (tel. 0364-90.01.52) consente una tappa di ristoro ed eventualmente di spezzare la gita in due giorni.

 
mappa di La conca del Montozzo ed i Laghi di Ercavallo
  1. Percorso
 

Percorso

Nota sul punto di partenza: Poco oltre Case di Viso, dal parcheggio e area pic-nic del Parco Nazionale dello Stelvio 1880 m. Case di Viso si raggiunge da Ponte di Legno imboccando la carrozzabile per il Passo del Tonale fino al sesto tornante. Abbandonato l'asfalto si percorre una sterrata pianeggiante che taglia il versante sinistro orografico della Valle di Viso fino alle baite. In alternativa da Ponte di Legno si percorre la strada per il Passo di Gavia per un paio di chilometri deviando poi per Pezzo da dove si prosegue per Case di Viso.


Dal parcheggio e area pic-nic del Parco Nazionale dello Stelvio poco dopo Case di Viso, si prende la stradina che continua sul fondovalle, lasciando a destra quella per il Rifugio Bozzi. Poco dopo voltiamo a destra, inoltrandoci nei pascoli lungo un sentiero che si stacca dalla carrareccia (cartello indicatore); con una piacevole salita poco faticosa ci inerpichiamo per i numerosi tornanti e lunghe diagonali del pendio che poi s'impenna per raggiungere la soglia sospesa della valle. Arriviamo a una selletta da dove, poco oltre, sulla destra, appena più in basso, è visibile un baitello accanto a un minuscolo laghetto. Risaliamo ora una piccola dorsale prativa fino ad immetterci in una strada sterrata: qui troviamo una palina con cartelli escursionistici. Proseguiamo direttamente salendo attraverso un sentiero che taglia il tornante compiuto dalla strada e che poi, sempre ben segnalato con bandierine di vernice biancorosse e ometti, si addentra nella ampia vallata al cospetto del Corno dei Tre Signori. Superando risalti sempre più petrosi, intervallati da tratti in falso piano, puntiamo verso il Corno dei Tre Signori, mentre sulla destra possiamo scorgere i diversi laghetti che punteggiano il fondovalle. Arriviamo così ad un'ultima conca, il Piano di Ercavallo, 2800 m circa, posta appena sotto la cresta Sud-ovest del Corno dei Tre Signori. A questo punto è possibile proseguire per raggiungere la cresta; oppure, con una facile traversata a destra su rocce montonate, macereti e magri pascoli, si raggiunge il torrente di fondovalle e si inizia la discesa, sfiorando uno alla volta i laghetti che regalano meravigliosi quadretti alpestri. Superati i primi due specchi d'acqua sfioriamo sulla sinistra la prativa conca di un terzo lago, ormai quasi riempita dai detriti. Arriviamo così ad un quarto lago, ove si riprende il sentiero che ben presto porta ad una larga carrareccia sorretta da muri a secco. Percorrendola ci abbassiamo fino ad un tornante che si può tagliare per una scorciatoia. Proseguiamo ora lungo la carrareccia, che per un buon tratto si stringe a sentiero, tagliando gli alti pendii della valle con un lungo traverso che termina alle costruzioni militari poste pochi metri sotto il Rifugio Bozzi, che raggiungiamo a breve. Da qui lungo la mulattiera militare si torna all'auto.

  1. Approfondimento
 

Natura e guerra ai piedi del Corno dei Tre Signori

Sicuramente quasi tutti gli escursionisti restano incuriositi dal toponimo che identifica i dieci laghi glaciali situati sul vasto gradino di escavazione posto alla testata della Valle di Viso: Ercavallo, che nome strano. Lo stesso nome si applica, nella valle, anche ad un valico, il Passo di Ercavallo 2933 m, ad una vetta, la Punta di Ercavallo 3068 m, al lungo tratto di cresta che collega questa cima al Corno dei Tre Signori e noto come Montagna di Ercavallo ed infine ad un tratto del sentiero che sale da Case di Viso verso i laghi, chiamato Scale di Ercavallo. Per quanto diffuso, le origini del toponimo restano abbastanza misteriose. Alcuni pensano ad un'unione fra il suffisso "er" (in antico ligure "era" o "orio" = colle o poggio) e "caal" (cavallo in dialetto locale) perché lungo questo tratto di cresta si "scavallava" facilmente dal lato trentino a quello lombardo e viceversa. Un'altra teoria ci dice che possa derivare da "èl caàl" = il cavallo, forse perché prima della Piccola Era Glaciale, 1450-1850 circa, gli ampi pianori lacustri sotto il Corno dei Tre Signori erano usati come pascolo montano per mandrie di equini.
I dieci laghetti alpini si rincorrono partendo dal maggiore e più basso, posto a quota 2621 metri, poco a monte del Baitello di Ercavallo, fino al più elevato, annidato sotto la parete Sud del Corno dei Tre Signori, a 2955 metri. La conformazione geologica della zona è caratterizzata principalmente da micascisti grigio-argento, spesso rossastri causa l'ossidazione superficiale, contenenti granati almandini e tormaline.
Di particolare rilevanza è anche l'ubertosa flora che ad inizio estate rallegra di colori gli spazi erbosi fra i laghetti.
Ma oltre alle bellezze naturalistiche, la Valle di Viso conserva notevoli testimonianze storiche: per tutta la Prima Guerra Mondiale, la cresta fra il Passo del Gavia e il Passo del Tonale, costituì la prima linea dei due eserciti nemici, Italiano e Austriaco. L'importanza strategica della zona era legata alla notevole facilità di transito fra i due versanti che, grazie all'antico valico della Forcellina di Montozzo poteva consentire un pericoloso aggiramento del tratto di fronte passante per il vicino Passo del Tonale. Per questo, già poco prima dello scoppio della guerra la casermetta della Regia Guardia di Finanza, eretta nel 1910 nella Conca di Montozzo, fu riattata ed adibita a sede comando per la 50ª e la 52ª compagnia del Battaglione Edolo, successivamente rafforzate con la 245ª compagnia del Battaglione Val d'Intelvi. La notevole presenza militare obbligò pertanto alla costruzione di molte opere in muratura per sostituire i primi attendamenti temporanei. Durante l'estate del 1915, furono costruiti numerosi edifici e ricoveri per la truppa, per i muli e per i depositi di armi e munizioni. Sui crinali sovrastanti si procedeva contemporaneamente a costruire le opere di difesa della prima linea comprendenti anche postazioni d'artiglieria.
Si aumentarono anche le difese della Conca di Montozzo con una trincea che dalla caserma comando, saliva verso la Punta di Montozzo. Nel lato rivolto verso la Forcellina di Montozzo, il muro interno di contenimento aveva un gradino alto circa 50 cm, che consentiva ai difensori di affacciarsi sul bordo della trincea per sparare. Per ridurre gli effetti di una eventuale esplosione all'interno della trincea, ogni dieci metri circa furono poi realizzati, speroni antischegge di quasi due metri di spessore. La trincea terminava su un dosso presso tre piazzole per altrettanti mortai da 149 mm, collegate da sentiero alle vicine baracche degli artiglieri, poste al r