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Escursioni - Ascensione alla Corna Mara, il Cervino di Sondrio

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Media Valtellina
  • Tipo: Escursione
  • Sigla: E72
  • Periodo consigliato: da giugno a ottobre
  • Punto di partenza: Alpe Mara 1749 m o rifugio Gugiatti-Sertorelli 2137 m.
  • Tempo di percorrenza: 1,30-2 ore dal Rifugio Gugiatti-Sertorelli; 3 ore dall'Alpe Mara.
  • Dislivello: 670 m dal Rifugio Gugiatti-Sertorelli; 1058 m dall'Alpe Mara.
  • Difficoltà: EE (Escursionistica per Esperti)
  • Bibliografia: Canetta N. - Miotti G "Bernina" - Collana Guida Monti d'Italia, edizioni CAI -TCI 1996; Carta IGM 1:25.000 "Sondrio";
  • Cartografia: Carta escursionistica Kompass 1:50.000 n. 93 «Bernina - Sondrio»; CNS 1:50.000 «Monte Disgrazia».
  • Informazioni locali: Club Alpino Italiano - Sezione di Sondrio, via Trieste 27 - 23100 Sondrio, tel./fax 0342-214300;
  • apertura: martedì e giovedì, dalle 21.00 alle 22.30.
 


 
mappa di Ascensione alla Corna Mara, il Cervino di Sondrio
  1. Percorso
 

Percorso

Da Sondrio imboccare la strada panoramica che conduce a Colda e a Montagna. La strada parte subito in salita lasciando il centro abitato per lambire poco dopo, sulla sinistra, il convento dei Frati Cappuccini di Colda. Più avanti, superato il Castello Grumello le cui mura si stagliano sul poggio che delimita a destra l'orizzonte vicino, si giunge ad un bivio in contrada Pace (2,5 km da Sondrio). Qui si devia a sinistra per imboccare la strada che, con alcuni tornanti, sale entrando nel paese di Montagna in Valtellina. Poco dopo compaiono i primi cartelli indicatori per Carnale e S. Maria: seguire le indicazioni per S. Maria, che si raggiunge dopo altri 2 km circa. Tralasciando la prima deviazione a destra, si prosegue fino ad un nuovo bivio dove si volge a destra e si prosegue con numerosi tornanti fino in località Oniscio 1515 m (9,3 km da Sondrio) dove cessa l'asfalto. Su buona strada sterrata si continua nel bosco d'abeti raggiungendo le case dell'Alpe Mara 1749 m dove si può lasciare l'auto. La strada, anche se meno agevole, prosegue ancora raggiungendo la Casera di Mara 1951 e poi, con un lungo traversone pianeggiante verso Ovest, il rifugio Gugiatti-Sertorelli. Poco prima del rifugio si lascia la strada per piegare a destra percorrendo la conca erbosa della Piana dei cavalli. Lambito un baitone fiancheggiato da altre baite più piccole in rovina, si prosegue nel pascolo su una traccia di sentiero che si fa più marcata. Stiamo già fiancheggiando il piede della cresta Sud-ovest che incombe sulla sinistra. Una serie di tornanti ci permettono di raggiungerne il crinale in corrispondenza di una vasta sella erbosa. Da qui si percorre il crestone sempre seguendo la traccia nel pascolo ogni tanto interrotto da qualche roccetta affiorante e da pietroni. Con facile camminata si perviene a un rilievo con rocce affioranti a quota 2565 m. Qui si lascia il crinale per traversare una zona di grandi blocchi, da ultimo perdendo anche un po' di quota. Il sentierino fin qui seguito si perde gradualmente fin quasi a scomparire una volta che si è traversata questa zona, nota anche come Büs de la nef - buco della neve - poiché qui la neve resta fino a stagione inoltrata. Ci troviamo in una sorta di vallecola compresa fra il crinale appena abbandonato e un tozzo crestone pure orientato verso Sud-Ovest. Ora una ripidissima salita su faticose erbe ci porta a toccare questo crestone più in alto. Seguendo le tracce lasciate dal passare delle greggi fra erbe e roccioni si segue il crinale tenendosi principalmente sul suo lato meridionale. Si giunge, così, alla rocciosa porzione sommitale che senza difficoltà si percorre fino alla cima.

  1. Approfondimento
 

Alpinismo sulla Corna Mara

Nessuno sa con certezza chi sia stato il primo ad arrivare in cima alla Corna Mara. Con ogni probabilità fu un pastore alla ricerca di qualche capra dispersa oppure un cacciatore che inseguiva la preda in fuga. Di sicuro sappiamo che questa cima era già una meta per molti sondriesi già nel 1873: la "Guida alla Valtellina e alle sue acque minerali" pubblicata dalla Sezione del CAI Valtellinese, riporta, infatti, la relazione della salita.
Come dice la descrizione, gli itinerari di ascensione si svolgevano o lungo la cresta Sud-est dalla Bocchetta di Mara o lungo la cresta Nord-est che parte dalla Bocchetta del Torresello. Allora si doveva partire a piedi dalla città e la salita richiedeva ben otto ore di cammino cui si doveva aggiungere il tempo richiesto dal ritorno: una vera e propria piccola impresa.
Con l'affermarsi dell'alpinismo, la ricerca di altre vie di salita incuriosì non pochi. La prima via nuova "ufficiale" fu aperta da Bruno Galli Valerio che, in occasione di una partita di caccia ... gettato il fucile in ispalla ed impugnato un randello...  coll'amico Vitali, tentava la cresta ovest della Corna Mara.
L'attrezzatura non era delle migliori e così alle prime difficoltà, ...col terreno che franava sotto i piedi, imbrogliato dal fucile, non potei afferrare la rupe che sporgeva dirimpetto e fui costretto a ricongiungermi al compagno.. una breve deviazione sul lato Sud portò i due su terreno più facile e quindi alla vetta. Il commento del novello alpinista si riassume in poche parole per noi significative: "Come si vede, questa non é la via migliore, quantunque praticabilissima. L'alpinista si attenga perciò alla Guida della Valtellina eseguendo l'ascensione lungo la cresta di mezzodì".
Poco tempo dopo fu la volta di Alfredo Corti, il padre dell'alpinismo valtellinese che giovanissimo riusciva a scendere lungo il versante Nord della montagna il 20 luglio 1900: "Dopo aver lungamente sostato sulla cima decisi di tentare la discesa per la parete Nord che ritengo mai percorsa.  Scesi pertanto sullo spigolo occidentale e imboccai un ampio colatoio che sembrava condurre comodamente a un nevato alla base della piramide; ma i frequenti scaglioni di roccia e l'essere io sprovvisto di corda mi obbligarono a non pochi giri sulle rocce. Non é quella una discesa da compiersi da solo tanto più senza corda. Durante la discesa ha modo di recarsi ad osservare delle lenti di calcare affiorante, ...soli relitti di un probabile esteso giacimento che altrove è ancora ben rappresentato: trovansi all'estremità della cresta che é delimitata dal circo della Laviggiola pure tributario dell'Antognasco (bacino di Val Malenco) la valletta scendente verso NO. sotto la Corna Mara. Unica nel grande ambiente di rocce scistocristalline del versante di Val Malenco del Gruppo del Painale una non esigua coorte di piante proprie delle rocce calcaree fanno bella mostra in queste piccole isole di saccaroide."
Ma anche se apparentemente esplorata in ogni suo angolo, la nostra cima riserva ancora qualche sorpresa.
Per chi fosse tentato da velleità alpinistiche riveliamo che, ufficialmente, la elementare cresta Sud-est che s'abbassa sugli alpeggi di Rogneda è ancora inviolata. Il crestone, parallelo a destra della cresta che parte dalla Bocchetta di Mara, è assai elegante, e presenta sicuramente qualche difficoltà su roccia se ci si attiene al suo filo.

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