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Escursioni - Nel cuore del Parco Nazionale Svizzero

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Engadina
  • Tipo: Escursione
  • Sigla: E53
  • Periodo consigliato: da luglio a ottobre
  • Punto di partenza: Zernez. La località si raggiunge percorrendo la SS 38 fino a Tirano (155 km da Milano). Da qui si volge a sinistra e imboccando la strada del Passo del Bernina si giunge a Samedan (55 km circa). Ancora a destra seguendo il corso dell'Inn fino al centro abitato di Zernez (30 km da Samedan). In auto da Chiavenna, per il Passo del Maloja (49 km da Chiavenna); in treno con la Ferrovia Retica, in partenza da Tirano (in collegamento con la linea Milano-Tirano)
  • Tempo di percorrenza: 3 ore
  • Dislivello: 400 m
  • Difficoltà: E (Escursionistica)
  • Bibliografia: Merisio L. "Engadina - escursioni-arte e cultura" - Lyasis Edizioni, Sondrio  2005;Armelloni R.: "Alpi Retiche" - Collana Guida dei Monti d'Italia - Ed. CAI-TCI, Milano 1997
  • Cartografia: Carta Nazionale della Svizzera 1:25.000 «Zernez» e «Piz Quattervals»; 1:50.000 «Ofenpass»
  • Informazioni locali:  Parco Nazionale Svizzero 7530 Zernez CH - tel. 0041 81 8561282;
  • FFS Ferrovie Federali Svizzere
  • Ufficio del Turismo di Zernez; tel. 0041 81 8561300
  • Chamanna Cluozza tel. 0041 81 8561235. E-mail: cluozza@hotmail.com
 


 
mappa di Nel cuore del Parco Nazionale Svizzero
  1. Percorso
 

Percorso

Da Zernez prendere a destra la strada per la Val Monastero e il Pass dal Fuorn (Ofenpass). Percorrere la strada per 1 km circa fino all'altezza del ponte in legno coperto gettato sul torrente Spöl. Lasciare l'auto e traversare il ponte seguendo le indicazioni per il rifugio Cluozza.

Si percorre inizialmente il fondovalle semi pianeggiante, lungo una stradina sterrata che taglia prati verdissimi e ben tenuti. Al suo termine si continua per un largo sentiero che, con molti tornanti, inizia a salire nel fitto bosco. Non ci sono problemi di orientamento: la traccia è evidentissima anche se, a volte, si dirama in scorciatoie più o meno faticose ed utili. In questo settore si avrà modo di passare vicino al masso recante la lapide commemorativa dedicata a Paul Sarasin, fondatore del Parco. Poco più avanti si lascia a destra una deviazione che prosegue sull'ampio crinale boscoso e si prosegue con un diagonale, fino ad uscire su un bel poggio panoramico all'imbocco della Val Cluozza. Ancora una breve salita nel rado bosco e poi il sentiero inizia ad entrare nella Val Cluozza, percorrendo in alto il suo versante sinistro idrografico. In questo punto ci si trova a camminare tagliando un ripidissimo pendio ed è meglio non distrarsi. Ben presto la traccia inizia a scendere ripida fino a raggiungere il torrente di fondovalle che si traversa su un ponte. Una breve risalita sull'opposto versante conduce al grazioso edificio ligneo della Chamanna Cluozza da dove si può ammirare sulla destra, Sud-ovest, il Piz Quattervals.

Al ritorno, dopo il poggio panoramico, è possibile abbandonare il tracciato di salita per seguire verso sinistra un sentiero che, tenendosi a mezza costa, entra in un rado bosco di larici e raggiunge il crinale boscoso che si affaccia sull'Engadina. Qui, a 2039 m, sorge una piccola e graziosa capanna di legno appartenente al Parco Nazionale e che, su specifica richiesta, può essere concessa come rifugio e base per studi naturalistici. Prima di scendere lungo il sentiero, che poco più a valle si ricongiunge al tracciato principale, non scordiamo di dare un'occhiata allo splendido panorama sulla conca di Zernez dominata dal Piz Linard.

  1. Approfondimento
 

Un mondo a parte

La gita che vi proponiamo vi porterà nel cuore del Parco Nazionale Svizzero, un vero santuario della natura ove, seguendo comodi sentieri, è possibile entrare in contatto con un meraviglioso angolo alpino rimasto ancora intatto e selvaggio e con gli animali che lo popolano.
Il Parco è situato in una zona della Bassa Engadina, le cui montagne sono dette anche "Dolomiti engadinesi", perché la roccia dominante è di natura calcarea e determina profili che richiamano da vicino quelli dolomitici. Si tratta però di una dolomia molto friabile e rotta, in continua disgregazione, come testimoniano i numerosi pendii detritici che si trovano alle pendici delle vette. In questa zona calcarea esistono però anche degli affioramenti di rocce cristalline appartenenti a strati geologici sottostanti. Le più massicce presenze di questo tipo di roccia si hanno sul Munt la Schera e in Val Trupchun.
Le due più importanti vette di questo comprensorio alpino sono due, il Piz Pisoc 3174 m e il Piz Quattervals 3164 m che, come dice la parola, si trova all'origine di quattro vallate fra cui la Val Cluozza che percorreremo durante la gita. Ci muoveremo in un ambiente piuttosto inconsueto e molto diverso da quelli limitrofi, quasi in un mondo a parte. Tutto appare più riarso e desolato, e superata la fascia altitudinale del bosco ecco cime nude e scabre che sorvegliano valli aride e apparentemente senza vita.
Le ragioni di questa condizione ambientale sono principalmente di tipo geologico e climatico. La roccia calcarea favorisce il fenomeno del carsismo permettendo alle acque di "ingrottarsi" e trovar sfogo scomparendo in buona parte nelle viscere della terra.  Inoltre ci troviamo in una zona che gode di un microclima del tutto particolare: una bassissima piovosità annua e una scarsa copertura del cielo che determinano una forte irradiazione solare che in certi periodi fa scendere l'umidità fino al 10%.

Il Parco Nazionale Svizzero

Quasi a perfezionare e sancire il clima di armoniosa convivenza instauratosi nelle valli engadinesi tra l'uomo e la natura, il 25 marzo 1914, fu istituito il Parco Nazionale Svizzero, a tutt'oggi l'unico Parco Nazionale elvetico.
La zona protetta si stende sul lato destro idrografico della Bassa Engadina ed ha una superficie di 168 chilometri quadrati, compresi nei comuni di Scuol, S-chanf, Zernez e Valchava.
Il Parco confina a Sud con il territorio italiano e col Parco Nazionale dello Stelvio, con il quale forma una vastissima oasi ove vivono indisturbate quasi tutte le specie della fauna alpina.
La particolarità del Parco Nazionale Svizzero è costituita dal fatto che neppure un fazzoletto di terreno è di sua proprietà: tutta la zona protetta è stata presa in affitto mediante contratti a lungo termine con i comuni proprietari delle aree interessate. La competenza per ciò che riguarda le norme giuridiche in caso di infrazione, è stata lasciata dai comuni al Dipartimento Cantonale di Giustizia e Polizia che si occupa con efficienza e severità della tutela della natura nel Parco. Fra le regole fondamentali da rispettare, oltre ai divieti di cogliere la flora locale e di non disturbare la fauna, c'è quella che impone di non abbandonare il tracciato dei sentieri.
Abbandonata l'auto in uno degli ampi parcheggi che si trovano all'ingresso del Parco, si entra subito in un altro mondo, in una specie di santuario della natura creato per sottrarre e proteggere dall'influsso umano un'area alpina e la sua natura. Secondo questa filosofia esistono anche zone lasciate completamente in "balia" degli eventi naturali ed in cui è proibito l'accesso se non per seri e documentati motivi di studio.
Prima dell'istituzione del Parco erano pochissimi gli esemplari di fauna alpina sfuggiti ai cacciatori; fra le più rare specie che scomparvero dalla zona si ricordano l'avvoltoio degli agnelli, la lince, il lupo e l'orso. Proprio in una zona che ora fa parte del Parco, fu ucciso l'ultimo esemplare d'orso il I° settembre 1904.
Oggi, assieme a numerosi capi di cervi, camosci e stambecchi, hanno ritrovato vigo