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Sci alpinismo - Cima Schiazzera / Pizzo Banderola

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Alta Valtellina
  • Tipo: Sci alpinismo
  • Sigla: S21
  • Periodo consigliato: gennaio-marzo
  • Punto di partenza: strada Vervio-Susen-Schiazzera fra i 1500 e i 1600 m, a seconda dello stato di innevamento. Vervio è raggiungibile percorrendo la SS 38 dello Stelvio. Dopo aver oltrepassato Tirano proseguire in direzione Bormio per circa 8 km fino ad incontrare il cartello stradale che indica sulla sinistra la deviazione per Vervio. Traversata l'Adda su un ponte, in breve si raggiunge l'abitato.
  • Esposizione: SE - SW - E
  • Tempo di percorrenza: 4-5 ore
  • Dislivello: 1300 m c.
  • Difficoltà: BSA (Buon sciatore alpinista)
  • Bibliografia: Miotti G. e Selvetti C.: "282 itinerari di scialpinismo fra alto Lario ed Engadina" - Guide dalle Guide 1998.
  • Cartografia: CNS 1:50000 n.279 «Brusio»; CNS 1:25000 n.1298 «Lago di Poschiavo»; Carta escursionistica Kompass n. 94 «Edolo-Aprica"
  • Informazioni locali: Comunità Montana di Tirano - Telefono 0342 708511
  • Fax 0342 708530; Coop. Turistica Valle Aperta - Tirano / tel. 0342-703211; protocollo@cmtirano.so.it; Internet: http://www.cmtirano.it/ ; Rifugio Alpe Schiazzera: Telefono gestore 347 2608250; http://www.rifugioschiazzera.it/
 


 
mappa di Cima Schiazzera / Pizzo Banderola
  1. Percorso
 

Percorso

Da Vervio, in auto, seguire le indicazioni per Rogorbello e per Susen - Schiazzera. Percorrere lungamente la carrozzabile fin dove le condizioni di innevamento lo permettono. Solitamente è possibile raggiungere Susen 1508 m. Calzati gli sci, proseguire lungo la strada che si inoltra nel bosco alzandosi a tornanti per entrare in una valletta sbarrata da balze rocciose oltre le quali il tracciato entra nella conca di Schiazzera, presso la ex caserma della Guardia di Finanza 2077 m, oggi Rifugio Schiazzera (attenzione al pendio Sud-ovest di Q 2279).

Dal rifugio proseguire in piano, sul fondovalle, in direzione Nord-ovest e, in breve, raggiungere le baite di Schiazzera 2109 m. Su terreno quasi pianeggiante proseguire verso Nord-ovest seguendo il corso del torrente fino all'imbocco di una ripida valletta. Piegando a destra si guadagna quota su ripidi pendii portandosi sopra la valletta; terminato questo tratto, il pendio perde pendenza. Deviando leggermente a sinistra puntare ora alla bocchetta di Q 2548 che si apre sulla cresta spartiacque fra la conca di Schiazzera e la Val Piana (Val Grosina occidentale). Poco prima di giungervi piegare a sinistra e per il pendio E della Cima di Schiazzera, con qualche roccetta affiorante, salire in vetta.

Per il Pizzo Banderola seguire l'itinerario precedente fino alla ex caserma della Guardia di Finanza. Da qui deviare a sinistra e, per dossi e vallette, sfilando sotto l'imponente versante Nord del Monte Masuccio, raggiungere la piccola conca ove si trova il Lago Schiazzera 2391 m. Lambitene le sponde sulla sinistra, con un giro in senso orario, raggiungere la base del pendio NNE del Pizzo Banderola (un tratto un po' ripido) che adduce alla vetta.

  1. Approfondimento
 

La conca di Schiazzera

Anche quando le montagne valtellinesi sembrano avere esaurito ogni possibile angolo da esplorare per praticare l'escursionismo, l'alpinismo o lo sci alpinismo, salta sempre fuori una piacevole sorpresa. E' il caso della recondita e piccola conca di Schiazzera, quasi un mondo a sé, celato agli occhi di tutti eppure non così lontano ed irraggiungibile come si potrebbe pensare. Certo, passando sulla SS 38 nel tratto fra Tirano e Grosio, a nessuno verrebbe in mente che il ripidissimo, boscoso e un po' ostile versante retico della Valtellina possa nascondere posti come quello che vi proponiamo. La pendice montuosa è infatti uniformemente ripida, incisa da piccolissime vallette che non fanno presagire nulla di buono.  Le selve nel tempo si sono riappropriate del monte, fino a non molti anni or sono scandito con regolarità dai terrazzamenti ove, con fatica, si coltivavano patate, segale e pochi altri prodotti agricoli. Restano tuttavia le testimonianze di un'intensa presenza umana, i piccoli paesi, i nuclei di baite che spuntano qua e là fra le piante, a volte visibili solo per l'emergere del campanile della chiesa che svetta sulla vegetazione. Anche la salita stradale che da Vervio porta agli alpeggi di Susen sembra lasciare ben poche speranze agli amanti dei grandi spazi e del bel paesaggio. Stretta e ripida serpeggia senza respiro, tornante dopo tornate, alzandosi quasi vertiginosa fra i boschi e i maggenghi. Generalmente, anche se a volte con difficoltà, d'inverno si può raggiungere il grande maggengo di Susen 1508 m, caratterizzato dalla piccola e graziosa chiesetta della Madonna della Neve che ogni anno viene festeggiata nella prima domenica di agosto. Tuttavia la strada prosegue oltre e nel bosco di abeti e larici si inerpica ancora, caparbia, sulla montagna finché, varcata una barriera rocciosa, raggiunge il ciglio della conca di Schiazzera dove, improvvisamente, cessa l'estenuante dimensione verticale e si apre un dolcissimo panorama. Anche la desolata e massiccia mole rocciosa del Monte Masuccio, che appare tanto ostile ed incombente su Tirano, qui assume un'altro significato. Diventa una bella montagna, solcata da un grande canalone centrale, imponente quanto basta ed elemento di gradevole contrasto con le arrotondate creste e cime che lo circondano. La grande costruzione del Rifugio Schiazzera altro non è che il recupero di una vecchia caserma della Guardia di Finanza, una delle tante un tempo in funzione lungo il confine italo-rlvetico a guardia del contrabbando.

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