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Passeggiate - A piedi ed in auto nella Bassa Engadina

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Engadina
  • Tipo: Passeggiata
  • Sigla: A32
  • Periodo consigliato: giugno-ottobre
  • Punto di partenza: Guarda 1653 m. Accesso: in auto da Chiavenna per il Passo del Maloja fino a St. Moritz (49 km da Chiavenna) e poi lungo la strada per Samedan-Zernez ed il confine austriaco fino a Giarsun (45 km da St. Moritz); da qui si prende a sinistra la strada che, con breve salita, raggiunge Guarda.In alternativa si percorre la SS 38 fino a Tirano (155 km da Milano).Da qui si volge a sinistra e, imboccando la strada del Passo del Bernina, si giunge a Samedan (55 km circa) dove ci si congiunge all'itinerario precedente.
  • Tempo di percorrenza: variabile a seconda della Vostra curiosità
  • Dislivello: il tracciato parte da Guarda 1653 m e giunge a Scuol seguendo una strada di mezza costa che unisce alcuni fra i più bei paesi della bassa Engadina. Il percorso può essere effettuato in auto o a piedi affrontando un dislivello massimo di 200 metri.
  • Difficoltà: T (Turistica)
  • Bibliografia: Merisio L. "Engadina - escursioni-arte e cultura" - Lyasis Edizioni, Sondrio  2005
  • Cartografia: Carta Nazionale della Svizzera 1:50.000 n. 249 «Tarasp»
  • Informazioni locali: Informazioni turistiche ScuolSvizzera Turismo
 
mappa di A piedi ed in auto nella Bassa Engadina
  1. Percorso
 

Percorso

Il villaggio di Guarda sorge su un panoramico dosso al margine inferiore dei boschi che rivestono l'ingresso della Val Tuoi, una delle principali porte d'accesso al Gruppo del Silvretta.

Ogni casa del villaggio merita di essere ammirata per la bellezza delle decorazioni, per le sue caratteristiche architettoniche, per l'abile restauro che ha subito. Il recupero del patrimonio architettonico della Bassa Engadina, iniziato negli anni '40, ha consentito di conservare un vero tesoro di arte ed architettura rurale i cui esempi più antichi risalgono al XVI e al XVII secolo. In questo periodo il paese fu interamente ricostruito poiché era stato raso al suolo dagli austriaci nel 1499.

La strada esce dalla periferia orientale del borgo ed entra in una vallecola; poco sotto si scorge la conca dove sorgeva il paese di Auasagna distrutto pure dagli austriaci nel 1621 e mai più ricostruito. Uscita dalla valletta la carrozzabile raggiunge il minuscolo, ma suggestivo paese di Bos-cha (bosco in lingua romancia). Una breve sosta per ammirare la curiosa architettura "ondulata" della facciata di una casa nota come la "villetta": poi possiamo proseguire.

Abbiamo due alternative, usare ancora l'auto oppure imboccare un largo sentiero che, tenendosi a monte della strada, raggiunge Ardez (un'ora circa di marcia). Il villaggio è un autentico gioiello e da anni e sotto la tutela dell'Ente Svizzero delle Belle Arti. Per visitare il borgo è necessaria circa un'ora, ma sarà tempo ben speso. Particolarmente belle sono le case affrescate della via principale, fra queste una la cui facciata è quasi interamente ricoperta da una rappresentazione del Paradiso Terrestre con Adamo ed Eva. Bellissimi i curiosi terrazzi coperti, detti erker, le cui finestre sono sempre ornate da fiori dai colori vivacissimi.

Lasciato Ardez la gita automobilistica prosegue fino al vicino paese di Ftan 1635 m, formato da due graziosi agglomerati di case di cui il più piccolo è detto Ftan Pitchen. Molto interessante è la torre campanaria che si diversifica da quelle degli altri paesi per la sua cuspide, a forma di bulbo, interamente ricoperta di rame.

Ora la strada scende per tornare ad incrociare quella che percorre il fondovalle e giungere a Scuol, il più noto ed importante centro della Bassa Engadina. Oltre a presentare caratteristiche architettoniche simili a quelle di tutti i paesi fin qui visitati, Scuol si presenta come un importante centro di villeggiatura estiva ed invernale. Campi da golf, percorsi di mountain bike, discese in canoa e rafting, escursioni, ascensioni, campi d'equitazione sono le attrattive principali della bella stagione mentre, d'inverno, si parla solo di sci. Qui si trova una delle più belle piste della Svizzera la "Traum-piste" (la pista del sogno): 1550 metri di dislivello per uno sviluppo di 12 km.

Buona parte della fama di questa località è però dovuta alla presenza di numerose fonti minerali dalle svariate proprietà curative. Vi sono sorgenti ad alto contenuto di calcio, cloro, magnesio e solfato, altre sono solo carbonatiche, altre ancora sono ricchissime di solfati oppure hanno elevatissime percentuali di magnesio.

In paese si trovano cinque antiche fontane, alimentate da altrettanti tipi di acqua dai differenti "gusti". Il centro termale è situato presso il grande complesso di Bad Tarasp, sulle sponde dell'Inn, traversato il quale una strada porta alle frazioni di Vulpera e di Sparsel, dominate dall'imponente castello di Tarasp.

  1. Approfondimento
 

Panorama Engadina Bassa

La gita facile che proponiamo Vi porterà in uno degli angoli più belli e fiabeschi delle Alpi Retiche: la catena di paesi che, a mezza costa, occupa il lato sinistro orografico della Bassa Engadina. Il percorso ricalca, in parte, il "Panorama Engadina Bassa" un lungo trekking di sei giornate che da Lavin raggiunge il confine con l'Austria. La felice posizione di questo versante aprico, ha favorito il sorgere di numerosi piccoli insediamenti che, ancor oggi, conservano intatta l'architettura e l'atmosfera di molti secoli fa.
Il periodo migliore per visitare questi luoghi è l'autunno ma, se il tempo fosse buono come spesso accade, si potrebbe addirittura venire in novembre. In questa stagione si smorzano i clamori del turismo estivo e i piccoli paesi tornano ad immergersi in un ovattato silenzio, i colori nelle limpide e frizzanti giornate sono più brillanti e netti, ravvivati dai primi larici gialli mentre le prime spruzzate di neve chiazzano qua e là i prati ancora verdi.

Ogni paese che si visita possiede qualche particolarità, dai bellissimi graffiti che ornano le facciate di molte case, agli affreschi ricchi di colori, alle fontane dalla vasca interamente rivestita di legno.

Tra un villaggio e l'altro l'itinerario passa fra magnifici boschi, si addentra nelle valli che salgono verso il Gruppo del Silvretta. Tutto il panorama che ci circonda sembra molto più simile ad un incredibile plastico che alla realtà. Siamo lontani mille miglia dal mondo "civile" i cui fremiti corrono pochi metri più a valle, siamo lontani dalle super decantate località turistiche. Ricordo che, qualche tempo addietro, dopo aver visitato questi luoghi fiabeschi con un amico, rientrai in Italia passando per Livigno. Giunti nel paese, un tempo caratteristico per le sue case di legno che fiancheggiavano la lunga strada del fondovalle, entrambi fummo colpiti da una strana sensazione. Nessuno di noi due riusciva però ad afferrarne l'intima essenza. Quand'ecco che Carlo, l'amico, condensò in poche parole le nostre impressioni. "La chiamano Livigno - Piccolo Tibet - ma a me sembra molto più simile a Hong Kong". Luci, gente, clamore, viavai incessante, alberghi, pensioni, negozi stracolmi di merce. Visioni che si sovrapponevano sgradevolmente, ricordandoci i silenzi, i fiori dai colori vivissimi, l'incredibile ordine dei meravigliosi paesi appena lasciati e il sorriso vero della loro gente, cordiale e tranquilla.

La casa engadinese

La tipica casa dell'Engadina si diversifica profondamente dalle altre tipologie di abitazione alpina tipiche del versante Sud alpino: elementare e sobria nella struttura esterna, fornisce nel contempo un'idea di solidità e di "concentrazione". Le ragioni che hanno portato i Ladini ad optare per questo genere di dimora sono collegate principalmente al metodo di sfruttamento della montagna, diverso da quello praticato in moltissime altre zone alpine. II sistema Engadinese di gestione dell'attività agricola viene definito centralizzato o "trasportante". Le attività produttive si compiono esclusivamente nella casa-azie