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Escursioni - Il Monte Grona: nella misteriosa storia delle Alpi

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Mesolcina e Lario Occidentale
  • Tipo: Escursione
  • Sigla: E23
  • Periodo consigliato: da maggio a novembre
  • Punto di partenza: Breglia 996 m. Da Menaggio si segue la statale della Val Solda (Porlezza-Lugano) per circa 1 km; al primo bivio si volge a destra seguendo le indicazioni per Plesio. Da qui si prosegue lambendo lo stabilimento di produzione dell'acqua minerale Chiarella per giungere, poco dopo, alle bella frazione di Breglia, annidata in una splendida conca prativa (circa 3 Km dal bivio). Poco prima della chiesa del paese (cartello indicatore), una stradicciola asfaltata sale verso sinistra raggiungendo, dopo circa 3 Km, le case dei Monti di Breglia 996 m, ove è opportuno lasciare l'auto. Infatti, la carrareccia prosegue ora, accidentata, stretta e poi non più asfaltata.
  • Tempo di percorrenza: 1-2 ore al rifugio più 2 ore fino alla vetta
  • Dislivello: 384 m fino al rifugio Menaggio, più altri 356 fino alla vetta
  • Difficoltà: E (Escursionistica)
  • Bibliografia:Eugen E. Hüsler "Lago di Como" - Rother editori - Bolzano, 1995; Orsi M. "Val Menaggio e dintorni", arrampicate e scialpinismo - Edizioni Albatros - Milano, 1991; Mazzoleni B. "Alta Via del Lario" - Nuova Editrice Delta - Gravedona, 1996; Mozzanica I. "Itinerari nelle Prealpi Lepontine";  Mondadori-Electa; Milano 2001
  • Cartografia: CNS 1:50.000 «Menaggio»; Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 «Lago di Como - Lago di Lugano»
  • Informazioni locali: Rifugio Menaggio; Tel. rifugio +39 0344 - 37282; Tel. gestore +39 327-8855090; Email: info@rifugiomenaggio.eu ; CAI Menaggio - tel. 0344-30312;
 


 
mappa di Rifugio Menaggio / Monte Grona nella misteriosa storia delle Alpi
  1. Percorso
 

Al rifugio Menaggio e alla vetta del Monte Grona

Si segue la strada per un primo tratto finché un cartello indicatore non segnala il sentiero per il rifugio. Si prende, allora, a sinistra sulla mulattiera che dopo aver lambito di nuovo la strada presso un tornante continua a tornanti fra spazi erbosi e rado bosco di betulle. A quota 1120 m, presso una zona di rimboschimento cintata, il percorso si divide. Seguendo una delle due diramazioni, si giunge al rifugio. A nostro parere è più consigliabile il percorso alto, quello di destra, che è assai più panoramico. Si sale ancora lungamente con parecchi tornanti finché ha inizio un lunghissimo tratto a mezza costa che, dopo aver traversato la Val Pessina, raggiunge il panoramico dosso erboso dove sorge il rifugio già visibile da lontano.
Per arrivare in vetta vi sono tre possibilità:
a) Seguire il sentiero che sale ripido, tagliando i prati in direzione Nord. Tralasciando a sinistra la deviazione più diretta per la Forcoletta, si può proseguire raggiungendo la cresta che collega il Monte Grona al Bregagno presso la graziosa chiesetta di S. Amate, che sorge sull'omonima sella, a 1612 m. Da qui si volge a Sud percorrendo il sentiero che segue la cresta tenendosi sul suo lato occidentale per raggiungere la sella della Forcoletta. Da qui, proseguendo su buona traccia, risalire il crinale Nord-est del Grona fino alla sua vetta settentrionale dalla quale ci si abbassa brevemente all'ampia sella erbosa ove giunge il sentiero della "Direttissima" (vedi itinerario b) per poi salire (breve corda fissa metallica) alla piatta, ampia e rocciosa sommità principale.

b) Seguire il ripido sentiero che dal rifugio sale in direzione Nord-ovest e, dopo aver lambito alcuni roccioni, entra in un grande ed erto canalone di erbe e detriti. Per traccia ripidissima, scavalcando due volte lo sperone Sud-est del Grona percorso dalla Via Ferrata, si giunge in cima al canalone, sull'ampia sella posta fra la vetta principale e quella settentrionale.

c) Seguire le indicazioni del sentiero "panoramico" che, oltrepassato l'attacco della "Via Ferrata", sale gradualmente compiendo un arco di cerchio in senso orario per poi ritrovarsi sotto la cima principale con gli altri percorsi.

  1. Approfondimento
 

Un panorama mozzafiato

"Montagna dai fianchi dirupati che si alza fra la Val Sangra e il Lago di Como a Nord nord-ovest di Menaggio... Il panorama è magnifico, uno dei migliori delle Prealpi". In questo modo si esprime Silvio Saglio nella rarissima edizione dedicata alle Prealpi Comasche - Varesine - Bergamasche della celebre collana CAI-TCI "Guide dei Monti d'Italia".

Il giudizio risale al 1948, ma nulla è cambiato, rispetto ad allora, sul Monte Grona, se si eccettua la presenza di un ottimo e confortevole rifugio ai suoi piedi e la realizzazione di una via ferrata sul suo sperone Sud-est.

La neve, che ricopre ancora le vette delle cime retiche ed orobiche, non lascia troppe speranze di fare escursioni in queste zone: pertanto ecco la decisione di scegliere, per il mese di maggio, la magnifica gita al Monte Grona.

La nostra montagna emerge, a mo' di scoglio roccioso biancheggiante, al termine della lunga dorsale Sud del Monte Bregagno ed è ben visibile a chi percorra la sponda orientale del Lario.

Le rocce calcaree che la compongono vanno ad appoggiarsi, a Nord, alle rocce cristalline del Bregagno presso il valico della Forcoletta, toccato dal nostro itinerario di discesa. Il versante Sud e Sud-est è formato da una serie di speroni, e torrioni, separati fra loro da fratture e canali più o meno vasti. Il tutto entra a far parte della "linea del Grona", vasta unità tettonica di rocce sedimentarie che, con una serie di archi convessi, parte dal Luganese per giungere al Lago di Como.

La gita proposta può essere comodamente spezzata in due parti con pernottamento al rifugio; tuttavia ci sentiamo di consigliare, in ogni caso, il piccolo sforzo aggiuntivo di raggiungere la vetta, sia pure dal sentiero che passa per la Forcoletta, perché il panorama che si gode dalla sommità e quanto di più vasto ed interessante si possa immaginare. Lo sguardo spazia libero a 360° dalla Pianura Padana ai dolci bacini lacustri del Lario e del Ceresio, si spinge a Nord abbracciando tutte le Alpi, dal Monte Rosa al Vallese, dalla Mesolcina alle Alpi Retiche, per poi scendere di nuovo a mezzogiorno passando per l'imponente piramide del Monte Legnone, l'ombroso e profondo solco della Valsassina e le vette del Grignone e della Grigna.

La "Via Ferrata" Centenario Cao

La Via Ferrata, realizzata nel 1985 dal C.A.O. e dal C.A.I. Menaggio, è stata recentemente rinnovata e ottimamente attrezzata.
Si tratta di un percorso sicuro poiché si svolge per buona parte in cresta e, quindi, al riparo da cadute di pietre. Si consiglia tuttavia di munirsi di casco protettivo e di fare attenzione alla presenza sulla via di altri alpinisti.

Dislivello: 356 m
Difficoltà: occorre un minimo di esperienza arrampicatoria e buona pratica nell'uso degli attrezzi alpinistici
Tempo: 2 ore circa
Attrezzatura: set da ferrata, imbragatura, moschettoni a ghiera, qualche cordino, casco.

Percorso

Dal Rifugio si prende il sentiero (cartelli indicatori) che in piano punta verso Sud-ovest raggiungendo la base dei denti di Grona, la serie di torrioni calcarei che formano lo sperone Sud-est del monte. Traversato lo sbocco del canalone detritico percorso dal sentiero della "Direttissima" si raggiunge la base dello sperone dove, presso una pianta, si trova la partenza della ferrata (targa indicatrice).
Si inizia subito su terreno ripido per superare di slancio la "prima torre" dalla cui vetta la via piega a sinistra sino ad un settore di rocce adagiate che si risalgono per poi deviare nuovamente a sinistra. Si riprende a salire superando uno speroncino arrotondato per poi arrivare all'intaglio posto alla base della "seconda torre", dove si incrocia per la prima volta il sentiero della "Direttissima". Si scala il torrione, dapprima verso destra, poi a sinistra, lungo uno speroncino. Poco oltre, roccette adagiate portano alla base della "terza torre", che costituisce il tratto più impegnativo a causa di una difficile placca rocciosa, al cui termine si è in cima alla torre.
Ci si abbassa, quindi, al successivo intaglio incrociando ancora il sentiero della "Direttissima" per poi proseguire percorrendo il salto finale di rocce che adduce in vetta.

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