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Escursioni - La scalata della "Grignetta"

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Lario Orientale o Triangolo Lariano
  • Tipo: Escursione
  • Sigla: E68
  • Periodo consigliato: da giungo a ottobre
  • Punto di partenza: Piani dei Resinelli.
  • Tempo di percorrenza: 2 ore per la salita alla Cresta
  • Dislivello: 800 metri circa
  • Difficoltà: E (Escursionistica); EE se si sceglie la variante del Passo del Gatto
  • Attrezzatura: la variante del "Passo (o saltino) del Gatto" è attrezzata da catene metalliche. Richiede una certa prestanza fisica e si consigliano vivamente i più incerti di affrontarla muniti di imbragatura e di almeno un cordino con moschettone per assicurarsi alle
  • Bibliografia: Pesci E. "Le Grigne" - Collana Guida dei Monti d'Italia; Ed. C.A.I.-T.C.I. - Milano 1998.
  • Cartografia: IGM 1:50.000 «Lecco»; CNS 1:50.000 n°297 «Como»;Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 n° 105 «Lecco-Val Brembana»
  • Informazioni locali: Ufficio Informazioni Turistiche Lecco Via Nazario Sauro, 6 - 23900 Lecco - Tel. 0341295720-721 - Fax 0341295730 E-mail: info.turismo@provincia.lecco.it ;
  • Rifugio Carlo Porta - tel. 0341 59.01.05;
  • Rifugio Soldanella ex S.E.M. / Cavalletti - tel. 0341 53.11.32.
 


 
mappa di La scalata della "Grignetta"
  1. Percorso
 

Percorso

Lasciata l'auto si percorre la carrozzabile che, in pochi minuti di cammino, adduce al Rifugio Porta. Da qui si imbocca il sentiero che s'inoltra nell'abetaia del "bosco Giulia" alle spalle del rifugio (segnavia n. 7). Dopo poche decine di metri si giunge di fronte ad un'immagine sacra; il sentiero la aggira sulla destra e, poi, si porta a monte di essa per proseguire con alcuni tornanti nella faggeta. Un'ultima diagonale verso sinistra porta in un valloncello detritico dove si trova un altro segnavia. Si segue il tracciato che inizia, ora, a salire ripido sulla pendice sempre più scabra della montagna. Dopo alcuni tornanti si traversa una roccetta, facilitati da una catena, e si continua con numerosi tornanti guadagnando rapidamente quota.

Sulla destra si avvicinano i profili rocciosi dei Torrioni Magnaghi che protendono verso i Resinelli una grande prua calcarea; a sinistra si cominciano ad intravedere le guglie che formano il versante meridionale della Cresta Segantini, la più classica via d'arrampicata che porta in vetta. Il sentiero procede detritico, con qualche salto di roccette intagliato nella cotica erbosa che riveste il crestone. Questa monotona ginnastica ha una breve pausa quando si giunge in corrispondenza del cartello che indica, a destra, la deviazione del sentiero n. 3, quella che noi abbiamo chiamato "Variante del Passo del Gatto". La via normale di salita continua, invece, a monte del cartello con un'altra sequenza di ripidi e faticosi tornanti che percorre il crestone mentre, a sinistra, si approfondisce il riarso solco del Canalone Caimi. Più in alto il crinale si riunisce con la cresta che delimita, a sinistra, il canalone Caimi e la salita prosegue mentre ci si avvicina alle rocce sommitali e da sinistra si immette il "Sentiero Cecilia" (segnavia n. 10). Si entra, ora, nel largo canalone roccioso che precede la cima; al suo termine, grazie ad un breve tratto attrezzato con catene, si guadagna la cresta che verso destra porta alla cima dove sorge il metallico igloo del Bivacco Ferrario.

  1. Approfondimento
 

Variante del "Passo (o saltino) del Gatto"

Dal cartello sopra citato si imbocca, verso destra, il sentiero n. 3 che taglia in piano il ripido versante erboso della Cresta Cermenati avvicinandosi ai Torrioni Magnaghi. Dopo un lungo tratto ci si abbassa leggermente entrando nel solco del Canalone Porta e nel roccioso ambiente tipico delle Grigne. Con alcuni semplici passaggi, su cenge e roccette, si traversa il canale e si scavalca il suo versante opposto sbucando ai piedi dei Torrioni Magnaghi. Con facile progressione su terreno sassoso e roccette si lambisce una piazzola costruita per facilitare l'atterraggio dell'elicottero, usato in caso di soccorso, e si giunge alla Bocchetta dei Prati che si apre sui detritici pendii situati ad oriente dei Magnaghi. Si riprende, ora, a salire più direttamente costeggiando la parete Est dei Magnaghi sia sfruttando un facile costolone roccioso, sia lungo i più instabili detriti alla sua destra. Dopo questa divertente ma faticosa ginnastica un ultimo tratto di sentiero porta sul crinale della Cresta Sinigaglia. Ora si percorre il sentiero di cresta, verso sinistra, raggiungendo le rocce dei Torrioni Magnaghi. Il sentiero termina in corrispondenza di un saltino roccioso che, verso destra, entra in un ripido canale che precipita verso Nord. Una catena fissa consente di superare agevolmente questo passaggio noto come "Passo (o saltino) del Gatto" e di entrare nel canalino percorrendone gli ultimi metri per sbucare nello stretto intaglio che separa i Magnaghi dal corpo della Grignetta; poco dopo si raggiunge la Bocchetta dei Venti. Il sentiero si attiene ancora alla cresta e la risale fino ad un nuovo tratto roccioso che si supera grazie ad una serie di catene fisse. Al termine della salita si deve ridiscendere brevemente per facili roccette, sempre attrezzate da catene, raggiungendo uno stretto intaglio. Ora si deve affrontare l'ultima fatica percorrendo alcune compatte paretine apparentemente difficili, ma rese "domestiche" dalla presenza di altre catene.
Facendo attenzione alle rocce, rese un po' scivolose dagli innumerevoli passaggi, si raggiunge infine la vetta.

Note sul periodo consigliato

Solo in occasione di forti nevicate la salita, lungo la via normale della Cresta Cermenati, può essere sconsigliabile e pericolosa. Si ricorda, tuttavia, che in caso di innevamento, a causa dei notevoli sbalzi termici cui è soggetta la montagna, si possono trovare tratti estremamente ghiacciati. In queste circostanze è opportuno essere dotati almeno di ramponi (in caso di dubbio, si consiglia di rinviare la gita a quando ci siano condizioni migliori).
Ricordiamo infine che gli innumerevoli passaggi hanno reso le roccette lisce e scivolose: massima attenzione, quindi, in caso di terreno bagnato.

Note sul punto di partenza

Piani dei Resinelli. La località si raggiunge da Lecco salendo lungo la carrozzabile della Valsassina fino a Ballabio (6 km), da dove si imbocca a sinistra la deviazione che, dopo 8 km, giunge ai Resinelli. La strada termina in un grande piazzale parcheggio sulla cui destra si diparte un'altra carrozzabile. Si deve imboccare detta deviazione che, dopo un tornante, inizia a salire nella boscaglia fino ad un bivio. A sinistra il tracciato (chiuso da una sbarra) sale al Rifugio Carlo Porta, a destra si giunge invece al Rifugio S.E.M.-Cavalletti. In genere la sbarra della strada per il Rifugio Porta è aperta tuttavia l'accesso è proibito ai non autorizzati.

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