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Passeggiate - Dagua e le sue contrade: un improvvisato museo etnografico a cielo aperto

 
  1. Scheda
 
  • Zona: Media Valtellina
  • Tipo: Passeggiata
  • Sigla: A58
  • Periodo consigliato: tutto l'anno
  • Punto di partenza:Cristini 830 m, raggiungibile da Sondrio (130 km da Milano lungo la SS 36 dello Spluga e la SS 38 dello Stelvio) lungo la strada della Val Malenco che si segue per 10 km fino al bivio per Lanzada. La strada prosegue sul versante sinistro orografico passando di fronte a Torre S. Maria, sull'opposto versante. Ignorata una prima diramazione a destra, dopo circa 1,5 km se ne incontra un'altra (assenza di cartello indicatore) che permette di arrivare al piazzale parcheggio del paese.
  • Tempo di percorrenza:3-4 ore per l'intero giro
  • Dislivello:400 m fino a Dagua e 650 m fino alla Motta di Caspoggio.
  • Difficoltà:E (Escursionistica)
  • Bibliografia: Canetta E. e N. Escursioni attorno al Bernina"; ed. Tamari - Bologna 1987; AA. VV. "Valli Segrete - in Valtellina e Valchiavenna" - ed. L'Umana Dimora, Sondrio 1997.
  • Cartografia:Carta escursionistica Kompass 1:50.000 «Bernina-Sondrio»; IGM 1:25.000 «Sondrio»; CNS 1:50.000 «Monte Disgrazia».
 


 
mappa di Dagua e le sue contrade: un improvvisato museo etnografico a cielo aperto
  1. Percorso
 

Percorso

Lasciata l'auto nel piccolo parcheggio di Cristini, che si affaccia sul Vallone di Dagua, (cartelli escursionistici) si percorre la mulattiera che passa fra le case e l'orlo del vallone per poi iniziare a salire comoda e larga, ma con molti tornanti, lungo la pendice del monte. Dopo poco si raggiunge il piccolo nucleo di Scaià, che merita qualche minuto per una visita. Alcune delle dimore di questa frazioncona recano incisa sul portale d'ingresso la data di costruzione risalente al XVII e al XVIII secolo. Qui avremo modo, fra l'altro, di ammirare la tipica facciata di una dimora rurale valtellinese di media montagna, caratterizzata dalle scale esterne che mettono in comunicazione i terrazzi che scandiscono i piani e, fungendo da corridoi esterni, consentono l'accesso ai diversi vani abitativi.

Ripreso il tracciato si continua lungamente guadagnando quota (radi bolli gialli dell'Alta Via Val Malenco) fino ad un tornante da dove, sulla destra, si diparte la traccia che entra nella profonda Valle di Dagua, ombrosa e verdeggiante di selve ormai abbandonate. Proseguendo sul tracciato principale, in pochi passi si giunge a Dagua le cui dimore sorgono in posizione quasi inverosimile, abbarbicate alle ripidissime pendici della montagna. Entrati fra le prime case del paese si consiglia vivamente un'attenta visita allo stesso e, in particolare, al suo nucleo centrale con il magnifico passaggio coperto e il masso coppellato, forse addirittura un minuscolo avello in parte celato dalla stradina selciata che ci sale sopra. A monte del centro", percorso un ripido prato, si raggiungono alcuni fienili ancor ben conservati, allineati lungo il sentiero che da sinistra sale dalla scuola abbandonata, l'unico edificio moderno del paese. Il sentiero è delimitato da una sorta di steccato a lastre di gneiss; lo si segue verso destra raggiungendo una fontana da dove piega a sinistra e traversa la ripida costa rimboschita. Superato un piccolo agglomerato di case si lambisce la chiesetta che funge da centro di raccolta per i fedeli di tutte le contrade circostanti e, poco dopo, si raggiunge il nucleo di Gianni, più grande e sparso di Dagua. Anche qui una visita è d'obbligo; particolarmente interessanti alcune vecchie case dall'architettura piuttosto ricercata e molti scorci fra i vicoli ormai abbandonati. Il sentiero continua a monte delle case e traversa in diagonale verso Nord-ovest trasformandosi poco oltre in un tratturo. Si segue tale carrareccia fino a raggiungere la stupenda sella del Passo della Motta di Caspoggio, 1480 m, evidenziato da un gruppo di baite dominate a sinistra (Nord-ovest) da una grande emergenza rocciosa. Il panorama che si apre dal valico e in particolare dalla cima del roccione è incomparabile ed esteso su tutta la Val Malenco.

Una volta tornati a Cristini consigliamo, se avete ancora tempo e voglia, di traversare il torrente della Val Dagua per visitare il vicino gruppo di case di Zarri. In caso contrario resta d'obbligo la consueta pausa culinaria per ritemprarsi dalle fatiche della giornata. In Val Malenco ci sono numerosi ristoranti di buon livello e anche sulla strada di uscita dalla valle in direzione Sondrio, potrete trovare due buoni locali nei ristoranti Al Prato e Valdone.

  1. Approfondimento
 

La sponda di Dagua, un mondo perduto

Sconosciuto anche a moltissimi escursionisti locali questo percorso è sicuramente uno dei più interessanti fra quelli proposti finora da Trekking. La facilità di accesso e il notevole interesse storico, etnografico e naturalistico sarebbero già di per sé motivi sufficienti per rendere consigliabile questa gita che ci porterà a visitare tre minuscoli paesi della Val Malenco, forse gli ultimi non ancora raggiunti da una strada. A questi elementi si aggiunga il magnifico e inconsueto panorama che si ammira dalla Motta di Caspoggio, punto conclusivo della gita.

Dagua, Gianni e Pra Mosin occupano la parte alta e soliva del crestone occidentale del Monte Palino, oltre il quale la Val Malenco si apre un poco per lasciar spazio all'ormai unico centro abitato formato da Chiesa in Val Malenco e Lanzada. Occorre poco meno di un'ora di buon passo per arrivare a Dagua, forse il gruppo di case più antico e interessante fra quelli che visiteremo. Abitato permanentemente fino a non molti anni or sono, il villaggio conserva intatte le antiche architetture rurali malenche e la sua struttura urbanistica. Vale veramente la pena di "perdere" del tempo aggirandosi fra le case. Passaggi coperti, scalinate, volte aperte verso gli orti che un tempo circondavano le case, piccoli affreschi scrostati, il paese sembra abbandonato da poco come se gli abitanti avessero dovuto scendere a valle per un improvviso richiamo. Anche gli interni di molte abitazioni sembrano essere stati abitati fino a poco tempo prima. Vestiti da lavoro e attrezzi ancora appesi alle pareti, fascine di ramaglie ben affastellate e ordinatamente allineate fuori dalle porte, utensili domestici ancora pronti a fare il loro dovere. Così come si presenta oggi, Dagua sembra quasi un museo etnografico a cielo aperto, gestito dalla sapiente mano di uno scenografo che ha magistralmente creato quest'affascinante atmosfera lasciando le cose&.. come stavano.

Segni di ancestrali presenze

All'inizio di una delle tante scalette che dovremo risalire per portarci nella parte alta del villaggio, si faccia bene attenzione: uno dei grossi blocchi che fungono da basamento iniziale è in realtà un masso ricoperto da incisioni cuppelliformi. Purtroppo parte del masso è coperto da detriti e da pietre di riporto, tuttavia sono ben visibili coppelle di diversa grandezza che circondano una concavità di più grandi dimensioni. Il grande masso si trova, più o meno, nel centro dell'abitato, come un altro masso simile che si trova più a valle, poco prima di Torre S. Maria, in contrada Bianchi. Monoliti come questi e, in particolare, la loro posizione centrale negli abitati, test